Amazon punta sui droni per le consegne: l’obiettivo è un milione di ordini nel 2026. Ecco perché in Italia non ce ne sono

Amazon sta accelerando sulle consegne con i droni: il servizio Prime Air dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno in quasi 500 località statunitensi, circa sei volte quelle coperte oggi. L’espansione punta a sostenere l’obiettivo di un milione di consegne nel 2026. Al momento, Amazon effettua già migliaia di consegne al giorno con i droni e, in alcuni casi, i pacchi vengono recapitati pochi minuti dopo l’acquisto, o comunque entro un’ora dall’ordine.
Un progetto iniziato 13 anni fa
L’idea risale al 2013, quando Jeff Bezos presentò per la prima volta il progetto di una rete di droni capace di consegnare piccoli pacchi in meno di mezz’ora. Da allora, però, Prime Air ha incontrato diversi ostacoli, dai vincoli normativi ai problemi tecnici, passando per ridimensionamenti del personale e proteste nelle comunità coinvolte nei primi test. Una svolta è arrivata nel 2024, quando Amazon ha ottenuto dalle autorità il via libera per effettuare consegne con droni anche su distanze più lunghe. Nell’ultimo anno, il servizio si è così esteso oltre le prime aree attorno a Dallas e Phoenix, arrivando a 11 aree metropolitane. Altre sei dovrebbero diventare operative a breve. L’obiettivo è ora trasformare una tecnologia sperimentale in un servizio su larga scala, ma Amazon non è l’unica azienda a puntare sulle consegne dal cielo: Zipline, una startup specializzata nelle consegne via drone, lavora ormai in quattro continenti e ha effettuato finora due milioni di consegne.
La consegna con i droni arriverà in Italia?
In Italia il progetto Prime Air si è fermato prima ancora di cominciare. Amazon aveva previsto una prima fase sperimentale con un numero limitato di clienti tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, ma di fatto non è mai partita. La scelta ha sorpreso anche l’Enac – l’Ente nazionale per l’aviazione civile – che aveva collaborato con l’azienda sulle autorizzazioni e sulle procedure necessarie per i voli. Secondo l’ente, si tratterebbe di una decisione legata «anche alle recenti vicende finanziarie che hanno coinvolto Amazon». Fonti citate dal Corriere della Sera riportano, tra le altre cose, il contenzioso fiscale con il Fisco italiano, chiuso lo scorso dicembre con il pagamento di 511 milioni di euro da parte di Amazon.

