Il piccolo Younes torna a casa, in Italia: la Farnesina contribuirà alle spese mediche. Per lui un volo sanitario da 80mila euro

Del suo caso si è parlato molto, specialmente alla luce di un ipotetico volo sanitario fornito dal governo italiano per il rientro di Alessandro Di Battista da Cuba. Ma adesso, riporta La Stampa, il piccolo Younes, bimbo di 6 anni e mezzo torinese rimasto gravemente ferito in Egitto tornerà a casa. L’ambasciata, riporta il quotidiano torinese, coprirà parte delle spese mediche egiziane. Per il volo sanitario da 80mila euro è scattata una catena di solidarietà sul web che ha quasi raggiunto l’obiettivo.
Younes Majidi è ricoverato in condizioni critiche presso l’Ospedale Internazionale Piramide di Sharm El Sheikh dal 3 agosto scorso. Il piccolo è in coma farmacologico a causa di un arresto cardiaco da annegamento e di un grave trauma cranico con edema cerebrale, riportato a seguito di una caduta a bordo piscina durante una vacanza con la famiglia.
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La svolta per il rimpatrio è arrivata dopo l’esito favorevole di una risonanza magnetica: i medici egiziani e la collaudata équipe italiana hanno concordato sulla trasportabilità aerea del bambino. Ad attenderlo a Torino c’è già la disponibilità della ASL TO4 e dell’ospedale infantile Regina Margherita, pronto a prenderlo in carico per le cure specialistiche.
L’intervento delle istituzioni e la gara di solidarietà
La vicenda, ricostruisce La Stampa, è seguita direttamente dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Attraverso una nota ufficiale della Farnesina, l’Ambasciata d’Italia al Cairo ha confermato che contribuirà a coprire una parte delle spese mediche sostenute dalla famiglia in Egitto e continuerà a fornire assistenza logistica e amministrativa.
L’incidente che ha coinvolto il piccolo si era verificato mentre il padre si era allontanato per pochi istanti per acquistare dell’acqua. Decisivo per salvare la vita al piccolo è stato l’intervento immediato di un infermiere romano presente sul posto, che ha praticato le manovre di rianimazione cardio-polmonare per venti minuti.
Di fronte ai costi proibitivi del volo sanitario – stimati tra i 60 e gli 80 mila euro – la famiglia aveva lanciato un appello. La risposta della rete è stata immediata: la campagna di crowdfunding avviata su GoFundMe (“Un contributo per Younes”) ha superato in pochi giorni le 2.500 donazioni, raccogliendo 83mila euro ed arrivando ormai a un passo dal traguardo finale.
(foto di repertorio Judy Beth Morris su Unsplash)

