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Di Battista e il dilemma del suo rientro da Cuba. Due medici del Policlinico Gemelli da lui a L’Avana (spediti da Conte) e la telefonata con Meloni

31 Agosto 2026 - 07:00 Stefania Carboni
di battista cuba
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Secondo quanto riporta il Corriere l'ex deputato ha rifiutato il volo di Stato: prenderà un aereo di linea quando potrà o un volo sanitario coperto con gli aiuti di M5S e Fatto Quotidiano
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Ricoverato all’ospedale “Hermanos Ameijeiras” dell’Avana a seguito di un grave malore che lo ha colpito a Santa Clara, l’ex deputato M5S Alessandro Di Battista ha ricevuto una vasta catena di affetto e vicinanza da parte del mondo politico e civile. Tra le numerose telefonate arrivate anche quelle della premier Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Tajani ha descritto Di Battista come «combattivo nel tono e non indebolito nel morale», augurandosi di tornare presto a dividersi «ma non sulla solidarietà tra italiani e sui percorsi di pace da ricostruire». Ma è proprio sul quando tornerà che restano i dubbi dei medici.

Due medici volati all’Avana da Di Battista

Per valutare le condizioni di salute e l’effettiva trasportabilità in patria, due specialisti del Policlinico Gemelli di Roma sono volati all’Avana, riporta il Corriere della Sera, su impulso di Giuseppe Conte. L’équipe fa capo al professor Francesco Doglietto (Neurochirurgia) e al professor Massimo Antonelli (Rianimazione e Terapia Intensiva). I medici affiancheranno lo staff locale per organizzare il rientro in sicurezza. Di Battista e il Movimento hanno rifiutato la disponibilità dell’aereo di Stato offerto dal governo: se il quadro clinico lo permetterà, l’ex parlamentare viaggerà su un volo di linea, altrimenti verrà impiegato un aereo sanitario i cui costi saranno coperti da assicurazione, M5S e Il Fatto Quotidiano. Altro aspetto che sottolinea il Corriere è che tra i vari incoraggiamenti Dibba avrebbe ricevuto in forma strettamente privata un saluto anche dal fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, che finora non ha dichiarato nulla pubblicamente sulla vicenda.

Le condizioni di salute di Di Battista, nella Cuba in cui si opera con le torce

In queste ore l’ex deputato sta venendo sottoposto a molti esami, dopo la prima Tac a Santa Clara di venerdì scorso. E ieri , riporta Il Fatto Quotidiano, c’è stata una riunione sul suo caso tra gli specialisti dell’ospedale Hermanos Ameijeiras, a cui hanno partecipato anche il viceministro cubano alla Salute e l’ambasciatrice italiana nell’isola, Simona De Martino. E proprio il quotidiano diretto da Travaglio sottolinea in un pezzo a parte le condizioni in cui versa la sanità nel paese. A duecento giorni dall’inizio del «blocco energetico genocida» imposto dagli Stati Uniti il 29 gennaio — come lo definisce Granma, organo del Partito Comunista cubano — l’isola versa in una crisi drammatica. Di fronte allo strangolamento economico, la popolazione si divide tra chi spera in un intervento statunitense sullo stile venezuelano, chi si stringe attorno alla retorica della resistenza castrista e chi sceglie l’esilio. Secondo il demografo Juan Carlos Albizu-Campos, dal post-pandemia a oggi oltre 2,5 milioni di persone hanno abbandonato il Paese.

La quotidianità resta paralizzata tra strade al buio e carenze strutturali di cibo e medicinali, proprio alla vigilia del nuovo anno scolastico. «Nonostante il devastante impatto della crisi, il sistema sanitario è riuscito a garantire la campagna vaccinale infantile», dichiara al Fatto Quotidiano Michele Curto, presidente dell’associazione AICEC. «Cuba produce 9 dei 12 farmaci essenziali per i bambini, ma scarseggiano le materie prime importate. Mancano del tutto i farmaci oncologici e metabolici, costringendo gli ospedali a virare sulle cure naturali. Spesso nei reparti si opera alla luce dei cellulari e con pompe sanguigne azionate manualmente».