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Chi era Maria Spinelli, la 22enne morta nella sparatoria in Svizzera. Il vicino: «Era là per ricominciare e avere un futuro»

30 Agosto 2026 - 21:47 Cecilia Dardana
maria spinelli svizzera
maria spinelli svizzera
Originaria dell'Abruzzo, voleva lasciarsi alle spalle un'infanzia complessa. Il racconto di un amico e vicino di casa al Corriere della Sera: «Non voleva tornare indietro. Aveva una grande voglia di vivere»
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Superare le ferite del passato, trovare un impiego stabile e costruire una propria famiglia. Per queste ragioni Maria Spinelli si era trasferita in Svizzera. Ma a soli 22 anni, i suoi sogni si sono spezzati all’ippodromo di Schachen, ad Aarau, dove la ragazza, originaria di Atri (in provincia di Teramo), è rimasta uccisa in una sparatoria scoppiata durante un rave party nel canton Argovia. Aveva studiato all’alberghiero di Silvi, sede distaccata dell’Istituto Zoli. Da qualche tempo il suo desiderio era quello di stabilizzarsi in Svizzera. «Conosco la famiglia ma non la ragazza», dice il sindaco Perazzetti. A tracciarne il ricordo, sulle pagine del Corriere della Sera, è un vicino di casa che per quasi un anno ha condiviso con lei lo stesso pianerottolo in Svizzera.

Un passato complesso e la voglia di riscatto

Creseciuta tra la separazione dei genitori e gravi ristrettezze economiche, Maria non faceva mistero delle sue radici rom né delle privazioni vissute durante l’infanzia. «Era una ragazza semplice, con una storia difficile alle spalle, ma nonostante tutto aveva sempre il sorriso. Era tranquilla, dolce, affettuosa. Aveva una grande voglia di vivere», racconta l’uomo al Corriere. La scelta di trasferirsi in territorio elvetico rappresentava l’opportunità di una svolta: «Non si vergognava del suo passato – racconta il vicino -. Sapeva quello che aveva vissuto e voleva soltanto avere la possibilità di cambiare». Il traguardo era chiaro: «Voleva ricominciare. Cercava un lavoro, voleva diventare indipendente e costruirsi un futuro. Non voleva tornare indietro: il suo obiettivo era riuscire a stabilizzarsi qui».

I lavoretti e l’affetto per i vicini

Per mantenersi e non gravare su nessuno, Maria accettava qualsiasi ingaggio saltuario, fornendo il proprio aiuto anche nel food truck della famiglia del vicino. «Era bravissima a cucinare – ricorda ancora -. Era una ragazza umile, non si tirava indietro davanti al lavoro e si dava da fare per andare avanti». Con quella famiglia si era creato un legame profondo: «Sapevamo che aveva delle difficoltà e cercavamo di aiutarla. Qualche volta le facevamo la spesa, altre volte stavamo semplicemente insieme. Si parlava, si usciva, si condividevano le cose normali della vita. Con il tempo era diventata una persona di famiglia». In quella quotidianità si era affezionata ai piccoli di casa: «Giocava spesso con loro. Le piacevano moltissimo i bambini. Se poteva, comprava anche un piccolo regalo, persino quando aveva pochi soldi». Un’attenzione costante verso il prossimo: «Pensava agli altri anche quando lei stessa aveva bisogno. Era fatta così».

La passione per la musica e il sogno di stabilità

Nel tempo libero Maria cercava la spensieratezza della sua età, coltivando la passione per la musica techno che l’aveva condotta alla serata di Aarau. «Quando c’era musica cercava di esserci. Non si perdeva una festa e spesso usciva con gli amici. Le piaceva stare in compagnia, divertirsi e vivere quei momenti di spensieratezza», aggiunge l’uomo. Ma l’obiettivo principale rimaneva l’indipendenza: «Sognava un lavoro stabile, una casa, qualcosa di suo. Voleva una famiglia e una persona accanto che potesse darle sicurezza. Desiderava soltanto una vita tranquilla. Nonostante avesse 22 anni, aveva una grande consapevolezza. Aveva passato momenti difficili e proprio per questo sembrava più adulta». Il vicino conclude così il suo ricordo: «La ricordo per il suo sorriso, per la sua dolcezza e per il modo in cui cercava sempre di andare avanti. Era venuta in Svizzera per costruirsi una vita diversa e stava cercando, con tutte le sue forze, di riuscirci».

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