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«La sua carrozzina non è a norma». L’ex paralimpica Saccà perde il volo, lasciata a terra all’aeroporto di Torino

01 Settembre 2026 - 09:32 Alba Romano
carrozzina batteria litio
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Il caso sollevato da La Stampa. Sagat, la società che gestisce lo scalo: «Siamo rammaricati. Verificheremo»
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L’ex atleta paralimpica Patrizia Saccà si è presentata di buon mattino all’aeroporto di Torino-Caselle, pronta a imbarcarsi su un volo Ryanair diretto a Crotone per le vacanze. Aveva già fatto il check-in online ma il suo ruotino elettrico per la carrozzina ha innescato una serie di intoppi burocratici e controlli al banco accettazione. Talmente lunghi che alla fine Saccà è stata lasciata a terra. Del caso ne parla La Stampa.

La diatriba della batteria al litio

La partenza per le vacanze era a un passo. L’ex campionessa di tennistavolo paralimpico con un’ampia esperienza di trasferte internazionali, era arrivata allo scalo torinese alle 8:20 con largo anticipo rispetto al volo delle 9:50. Munita di regolare check-in online, bagaglio al seguito e del ruotino elettrico agganciato alla sedia a rotelle, si è diretta ai banchi per completare le pratiche d’imbarco. Ma riporta il quotidiano torinese al banco l’iter si è bloccato: la carrozzina era dotata di un ruotino elettrico, con batteria al litio. L’operatrice al banco ha sollevato obiezioni, sostenendo che i dati forniti non risultassero a sistema. I continui accertamenti e le telefonate si sono protratti per oltre 15 minuti senza giungere a una soluzione tempestiva. Alle 9:20, il personale ha comunicato la chiusura formale del volo, impedendo all’atleta di salire a bordo e costringendola a riprogrammare la partenza su un collegamento serale.

Il paradosso

In piena stagione estiva Saccà, rimasta tutta la sera nello scalo, ha cercato un’alternativa per la Calabria, trovando un volo per Lamezia Terme. Decisivo l’intervento di una dipendente della biglietteria. «Mi ha ascoltata, ha capito la situazione e per mezz’ora si è messa a cercare una soluzione», ha raccontato l’ex paralimpica a La Stampa. Di fatto poi decollando dallo stesso scalo.

«Dipende da chi incontri ai controlli»

«Non cerco colpevoli. Cerco risposte», ha precisato Saccà. Sagat, l’azienda che gestisce l’aeroporto, si dice «rammaricata» per l’accaduto e sta «verificando quanto successo». «La mia attrezzatura era a norma, dipende da chi incontri ai controlli», ha precisato al quotidiano l’atleta.

(in copertina foto di Junseong Lee su Unsplash)