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Cina, storico sorpasso del fotovoltaico sul carbone: così Pechino è diventata leader nelle rinnovabili

01 Settembre 2026 - 13:15 Gianluca Brambilla
cina sorpasso solare carbone
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Il sorpasso, per il momento, riguarda solo la capacità installata, non l'energia effettivamente prodotta. Ma la traiettoria dettata da Xi Jinping è chiara
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Per anni, nel dibattito europeo sui cambiamenti climatici, a ogni nuova misura contro l’aumento delle emissioni c’era sempre qualcuno pronto a dire: «E allora la Cina?». Il sottinteso era che non avesse senso imporre vincoli a cittadini e aziende del Vecchio Continente mentre l’economia più inquinante al mondo continuava a puntare sul carbone. In realtà, le cose sono sempre state più complicate di così. L’ultima dimostrazione è arrivata dai dati della National Energy Administration. A fine luglio, la capacità fotovoltaica installata in Cina ha superato per la prima volta quella delle centrali a carbone, diventando di fatto la prima fonte elettrica del Paese per capacità installata.

La transizione energetica «Made in China»

Negli ultimi due decenni, il Paese guidato da Xi Jinping ha investito pesantemente su tecnologie come pannelli solari, batterie, pale eoliche e auto elettriche, fino a diventare il leader mondiale in ognuno di quei settori. Il successo di questa ricetta non è affatto casuale: negli anni la Cina ha costruito una filiera completa di tutte queste tecnologie, dalle materie prime alla ricerca, fino alla progettazione e alla produzione. Un processo portato avanti, con ogni probabilità, più per calcolo industriale e geopolitico che per sincero interesse alla causa dei cambiamenti climatici. Ne è una prova il fatto che ad oggi la Cina resta il Paese che emette più gas serra in atmosfera, davanti a Stati Uniti e India.

Lo storico sorpasso del fotovoltaico sul carbone

A fine luglio, gli impianti solari cinesi hanno raggiunto una capacità complessiva di 1,286 miliardi di kilowatt, contro gli 1,285 miliardi del carbone. Tutto ciò mentre la capacità complessiva di generazione di elettricità della Cina è arrivata a 4,08 miliardi di kilowatt (quella dell’Italia, giusto per fare un paragone, è di 137,6 milioni di kilowatt). Il sorpasso del fotovoltaico sul carbone ha un forte valore simbolico, perché testimonia la rapidità con cui la Cina sta “ripulendo” il proprio mix energetico. Allo stesso tempo, è un dato che va letto con una certa cautela.

Avere più capacità installata, infatti, non significa produrre più elettricità. Nei primi sette mesi del 2026, il fotovoltaico cinese ha generato 802,4 miliardi di kilowattora, pari a circa il 13% dei consumi elettrici complessivi del Paese. A differenza delle centrali a carbone, gli impianti solari non possono produrre energia di notte e la loro generazione varia in funzione delle condizioni meteorologiche. Il risultato è che, almeno nel breve periodo, il carbone continuerà a essere una componente fondamentale del sistema elettrico cinese.

Gli obiettivi della Cina su solare ed eolico

In ogni caso, la transizione energetica di Pechino corre a velocità imparagonabili con il resto del mondo: nei primi sette mesi dell’anno, più di quattro nuovi kilowatt di capacità elettrica su dieci sono arrivati dal fotovoltaico. Una direzione fortemente voluta da Xi Jinping, che ha inserito un piano per lo sviluppo delle energie rinnovabili nel quindicesimo Piano quinquennale. L’obiettivo è di arrivare entro il 2030 a una produzione annua da fonti rinnovabili di circa 6.000 miliardi di kilowattora.

Foto copertina: EPA/Alex Plavevski | Un grosso parco solare ed eolico a Yancheng, nella provincia di Jiangsu, in Cina

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