«Sono devastata dal dolore». Lo strazio di Francesca Neri che ha perso il compagno Silvano Loia, annegato tra le onde di Montalto di Castro

L’attrice Francesca Neri ha risposto con poche strazianti parole alla richiesta di parlare della morte per annegamento del suo compagno, Silvano Loia, manager di Rai Way scomparso tra le onde di Montalto di Castro. «Sono devastata dal dolore», riporta oggi Il Corriere della Sera. Il giorno prima, a ricerche appena concluse, aveva risposto alla vicinanza per il suo cordoglio con un semplice cuoricino infranto. È il suo stile. Francesca, donna di poche parole, è trentina fino al midollo nella sua laconicità: una riservatezza bella e inquieta che aveva finalmente trovato armonia nell’amore maturo per Silvano, precisa Valerio Cappelli sul quotidiano.
Con Silvano aveva trovato il suo equilibrio
Chi le è vicino racconta che non è ancora il momento di ritrovare i gesti quotidiani come cucinare o rifare il letto. Sta dentro sé stessa, riporta il Corriere, lasciando che il dolore diventi un ospite non più estraneo. Aveva impiegato tempo per scacciare le ferite interiori, con Silvano aveva raggiunto l’equilibrio. Il dolore è un luogo segreto, il lutto è carne viva. Nella sua autobiografia — un racconto intimo che definisce «una mappatura dell’anima» — ha scritto con feroce sincerità della cistite interstiziale, la malattia cronica e invalidante che l’ha costretta per mesi chiusa in stanza. Quella sofferenza ha poi alterato gli equilibri del matrimonio con Claudio Amendola, portando alla separazione dopo 25 anni, affrontata da entrambi con pudore e rispetto.
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Quando la malattia ha mollato la presa, Francesca si diceva rinata. Con Silvano era tornata la ragazza avventurosa fuggita da Trento per Roma, divenuta un’attrice iconica per registi come Almodóvar, Bigas Luna, Avati e Troisi. Poi il taglio col set per dedicarsi alla produzione, libera dal bisogno di apparire: «Trovo la vita più vera, anche se mi manca la creatività. Chi non mi conosce dice che sono stravagante o depressa. Ma io diffido di chi non è stato almeno una volta depresso».

