In Giappone nascono gli incontri tra persone con lo stesso cognome per evitare di perdere il proprio nel giorno del matrimonio

In Giappone la legge obbliga chi si sposa a prendere il cognome del coniuge. Attenzione: non è necessariamente la donna a dover prendere il cognome del marito (anche se è così che succede nella maggior parte dei casi). L’articolo 750 del Codice civile prevede che, al momento del matrimonio, i coniugi debbano scegliere un unico cognome, che può essere quello del marito oppure quello della moglie. Le conseguenze, per chi perde il proprio, sono molteplici: dalla necessità di rinnovare tutti i documenti fino alla sperimentazione di un senso di perdita della propria identità.
Così, Asuniwa, organizzazione non governativa giapponese che si batte per modificare questa normativa, ha iniziato a organizzare degli eventi per permettere a persone single con lo stesso cognome di incontrarsi. L’obiettivo di questa iniziativa, come ha raccontato a The Japan Times l’ideatrice Yuka Maruyama, è duplice: «Aiutare, anche solo in parte, chi vuole sposarsi senza il pensiero del cognome e al tempo stesso sensibilizzare sulla necessità di un sistema opzionale che consenta ai coniugi di mantenere cognomi diversi».
Gli eventi di matchmaking
Gli eventi, che sono stati organizzati in collaborazione con IBJ Matching, la più grande agenzia matrimoniale del Giappone, hanno da subito riscosso successo. Ai quattro raduni organizzati a Tokyo hanno partecipato circa 50 giovani tra i 20 e i 30 anni. A giugno è stato poi lanciato il primo evento online, che ha riunito quattordici “Suzuki” da tutto il Paese. La difficoltà maggiore, ha spiegato Maruyama, consiste «nell’organizzare eventi per persone che hanno cognomi insoliti».
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Cosa dice la legge giapponese sui cognomi
Secondo l’Ufficio di gabinetto del governo giapponese, solitamente è la donna a rinunciare al proprio. Su circa 480.000 coppie che si sono sposate nel 2022, ad esempio, il 95% ha adottato il cognome del marito.
Si tratta dell’unico Paese al mondo in cui vige un obbligo di questo tipo. La sola eccezione è costituita dai matrimoni internazionali. Se un cittadino giapponese sposa un partner straniero, l’articolo 750 non si applica.
I tentativi di riformare la legge sui cognomi
Mentre l’iniziativa promossa da Asuniwa e IBJ Matching prova a trovare una soluzione originale al problema, il dibattito parlamentare sull’introduzione di cognomi separati per le coppie sposate è fermo da anni. Eppure, il tema è molto sentito dall’opinione pubblica. Un sondaggio mostra che il 31,9% delle donne intervistate che dichiarava di non volersi sposare era abbastanza restia all’idea di cambiare cognome.
Non va meglio sul fronte giuridico. Per ben due volte, nel 2015 e nel 2021, la Corte Suprema ha respinto alcune richieste volte a dichiarare la norma incostituzionale. Nel 2021, inoltre, ha rigettato il ricorso di tre coppie che chiedevano di poter mantenere il proprio cognome dopo il matrimonio.
I giapponesi, però, non si arrendono. Nel 2024, dodici persone hanno presentato un nuovo ricorso ai tribunali distrettuali di Tokyo e Sapporo, sostenendo che il divieto di cognomi separati violi la libertà di matrimonio garantita dall’articolo 24 della Costituzione, e la causa è ancora pendente.
Nel frattempo, Maruyama continua a organizzare incontri per single con lo stesso cognome, anche se l’obiettivo resta un altro: «Creare una società in cui ciascuno possa scegliere di mantenere il proprio».

