Il discorso di Meloni a Bari: l’affondo sui migranti, i carburanti, il duro attacco alla sinistra. La premier: «Non mollerò mai»

«Non ho mollato mai e non intendo farlo adesso». È la promessa di Giorgia Meloni dal palco di Bari per la festa di Fratelli d’Italia organizzata per celebrare il record di longevità del suo governo, arrivato a 1.413 giorni consecutivi a Palazzo Chigi. La premier ha tenuto un discorso fiume, un intervento a tutto campo per rivendicare il lavoro dell’esecutivo di questi anni, dall’immigrazione alla sicurezza, passando per il nodo carburanti e la gestione delle crisi internazionali.
«Dicevano che le nostre proposte erano impresentabili, fuori dalla civiltà giuridica europea. Annuncio che oggi quelle posizioni sono legge europea, sono la civiltà giuridica europea», ha dichiarato parlando dei risultati ottenuti in Ue in tema di politiche migratorie e rimpatri. Il discorso ha poi lasciato spazio a un duro affondo contro la sinistra e contro il dibattito sull’antifascismo, liquidato dalla premier come «un’arma di distrazione di massa». Per tutto l’intervento, Meloni ha insistito sulla salda capacità dell’esecutivo di mantenere la rotta nonostante le avversità. Ad anticipare le sue parole, i messaggi in collegamento dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.
L'attacco di Meloni alla sinistra e all'antifascismo
La premier ha poi attaccato la sinistra, accusandola di non riuscire a trovare un accordo sul proprio futuro politico e di costruire continuamente nuove «emergenze». «Costituzione in pericolo, repressione dissenso, calpestano la libera informazione, i pieni poteri, la deriva illiberale, Elon Musk, il Mossad, ci siamo abituati», ha detto Meloni, per poi rivolgersi direttamente agli avversari. «Però, di grazia, quando avete finito con questo complottismo, potreste dire agli italiani cosa avete in mente per il loro futuro?», ha affermato. E sulle divisioni del centrosinistra ha incalzato: «Si stanno ancora organizzando per le primarie perché non sono d’accordo nemmeno sulle primarie e se chiedete chi è il premier nemmeno lo sanno». Infine l’affondo sull’antifascismo: «La sinistra usa l’antifascismo come arma di distrazione di massa da 80 anni».
Il corteo anti Meloni: «Tutti liberi»
Nel frattempo, fuori dalla festa di FdI, il corteo anti-Meloni è arrivato sul lungomare di Bari, nei pressi della basilica di San Nicola, dove le forze dell’ordine hanno bloccato la strada con agenti in tenuta antisommossa e camionette della polizia. Si tratta del punto conclusivo del percorso autorizzato dalla Questura, che aveva invece vietato ai manifestanti di raggiungere il porto. In testa al corteo, composto in larga parte da giovani, sono stati scanditi slogan come e «fateci passare». Alcuni manifestanti hanno tentato di superare il blocco.

Meloni risponde al telefono durante il comizio
«Scusate, era mia figlia». Così la premier Meloni si è giustificata dopo aver interrotto per alcuni istanti il comizio dal palco del porto di Bari. Meloni ha risposto al cellulare e ha bisbigliato poche parole prima di congedarsi con un «ti richiamo». «Ha chiamato tre volte», ha spiegato poi al pubblico.
«Sui migranti ci chiamavano estremisti poi in Ue ci hanno copiato»
Meloni ha rivendicato anche il cambio di passo europeo sulla gestione dei migranti. «Dicevano che le nostre proposte erano impresentabili, fuori dalla civiltà giuridica europea. Annuncio che oggi quelle posizioni sono legge europea, sono la civiltà giuridica europea», ha detto la premier dal palco di Bari. Tra le misure citate, la possibilità di aprire centri per i rimpatri fuori dall’Ue, come quelli in Albania. «Ci hanno chiamato estremisti per anni, poi hanno copiato tutto», ha aggiunto Meloni. «Ecco cosa significa contare a Bruxelles, cosa significa far contare la destra».
Il taglio delle accise: «In arrivo altri provvedimenti»
Dopo il taglio delle accise sui carburanti, il governo prepara «altri provvedimenti», ma saranno «mirati», ha detto Meloni, spiegando che l’esecutivo non può «permettersi di spendere soldi per darli a chi non ne ha bisogno o viene a fare benzina dalla Francia».
Giorgia Meloni e la "cattiva stella" che ha accompagnato il suo governo
Meloni ha rivendicato in più parti del suo intervento la capacità del governo di affrontare una fase internazionale e nazionale segnata da una lunga serie di crisi. «Non siamo stati esattamente fortunati in questi anni», ha detto con ironia la premier, elencando la guerra in Ucraina, il 7 ottobre e il caos in Medio Oriente, i conflitti in Iran, l’instabilità in Nordafrica, i dazi americani e la crisi dei carburanti, oltre alle emergenze che hanno colpito l’Italia, dalle frane alle alluvioni. «Non c’è mancato niente», ha commentato. «In anni così una nazione senza una guida, senza visione, senza coraggio, senza idee chiare avrebbe pagato un prezzo altissimo», ha chiosato.
«Certi giorni sembrava di nuotare nella colla ma non ho mollato»
«Ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla, ma non ho mollato mai e non intendo farlo adesso», ha detto Meloni. La premier ha poi rivendicato la gestione dei conti pubblici da parte dell’esecutivo. Il governo, ha sottolineato, li ha mantenuti «in ordine» e lo ha fatto «perché siamo veri patrioti, distanti anni luce da chi ha devastato i conti dello Stato con misure tipo Superbonus».
L'intervento di Meloni: «La stabilità è la prima grande riforma»
Nel suo intervento conclusivo, Giorgia Meloni ha rivendicato la stabilità dell’esecutivo e attaccato le alleanze costruite soltanto per contrastare il centrodestra. «Non è un caso che i tre governi più stabili della storia siano di centrodestra. Questo dimostra che le uniche coalizioni sono quelle per costruire qualcosa e chi si allea solo per fermare un avversario il giorno dopo non sa cosa fare. Chi si allea per costruire delle idee ha ancora una vista delle cose da fare», ha premesso. «Non sono venuta a festeggiare. Non provo euforia ma il peso della responsabilità. Sono qui per ripercorrere con voi dove era questa nazione nell’ottobre 2022 e dove sono adesso», ha proseguito. Quindi ha definito la stabilità «la prima grande riforma che abbiamo regalato a questa nazione», ricordando quando «l’Italia era considerata malata dell’Europa».
Oggi, ha detto, «quando l’Italia siede al tavolo tutti sanno che con quell’interlocutore dovrà avere a che fare a lungo e quando vieni preso sul serio puoi prendere le scelte e non subirle». «Le battaglie che perdeva l’Italia oggi le vince», ha aggiunto, indicando nella stabilità e nel mandato popolare gli strumenti per «avere governi scelti dai cittadini per rispondere ai cittadini». Meloni ha poi rivendicato il lavoro dell’esecutivo. «Ce la stiamo mettendo tutta, siamo in pace con la nostra coscienza», ammettendo però che «su alcune materie la discontinuità che gli italiani non vedono» non dipende da una mancanza di volontà politica. «Per carità, sbagliamo ma soprattutto quello che stiamo cercando di fare non è facile», ha detto, parlando della necessità di «superare gli ostacoli di chi vorrebbe che non ce la facessimo» e di «ricostruire sul merito una macchina pubblica costruita su altro», ha dichiarato. «Non ho mollato mai e non intendo farlo adesso», ha promesso.
Tajani: «Il nucleare scelta coraggiosa, garantirà autonomia energetica»
Anche Antonio Tajani è intervenuto in videocollegamento alla festa di Fratelli d’Italia a Bari, sottolineando a più riprese la compattezza della maggioranza di centrodestra. «La forza del centrodestra è questa, dal ’94 siamo una coalizione stabile di governo in cui prevalgono i principi di lealtà, correttezza, amicizia e fedeltà nei confronti degli elettori», ha affermato. «Quando si combattono battaglie politiche, sapere che al tuo fianco c’è un amico o un’amica leale, si può combattere con più forza e i risultati da raggiungere diventano più facili», ha aggiunto. Il vicepremier ha poi rivendicato la scelta del nucleare. «Il nucleare è una scelta fondamentale che garantirà crescita e autonomia energetica al Paese. Ci voleva coraggio per questa scelta».
Il discorso di Salvini in videocollegamento
Il vicepremier Matteo Salvini è intervenuto in videocollegamento alla festa di Fratelli d’Italia, con diverse interruzioni dovute alla connessione instabile, rivendicando l’azione del governo sulla sovranità nazionale. «Sono orgoglioso di questo governo per aver rimarcato la sovranità nazionale. Abbiamo mantenuto la nostra libertà e autonomia senza che ne risentisse l’economia», ha dichiarato. Salvini ha poi assicurato che «nessuno può mettere mano sulle case e sulle seconde case degli italiani. Questo governo non permetterà che nessuno da Bruxelles intervenga per limitare il diritto alla proprietà privata degli italiani sulle case», ribadendo inoltre il suo no «alla liberalizzazione di qualsiasi tipo di droga». Poi l’attacco all’opposizione: «Questo è il governo del “Sì”, lasciamo i professionisti del “No a tutto” a sinistra».
E ha aggiunto: «Con Schlein alla guida del Pd e Conte alla guida del M5s il centrodestra è destinato a governare ancora per altri mille e mille giorni. Lunga vita ai segretari dei partiti di opposizione».
L'intervento di Raffaele Fitto (Commissione europea)
La manifestazione anti-Meloni a Bari
Le bandiere in piazza
In platea sventolano diverse bandiere tricolori, tra cui una con la scritta «Clandestini, magistrati e comunisti, siete la rovina dell’Italia». Presenti anche gli striscioni dei gruppi di Fratelli d’Italia arrivati da diverse parti d’Italia, dalla Puglia a Genova, Napoli e Piemonte.

