Gli ultimi dieci anni di vita della Marmolada: «Così il ghiacciaio sta scomparendo»

Tra la metà dell’Ottocento e il 2015 le Alpi hanno perso il 57% della loro superficie di ghiaccio. Mentre dal 2000 la velocità di abbassamento della superficie dei ghiacciai è triplicata. E in 23 anni l’Europa centrale ha perso circa il 39% della propria massa ghiaccio. L’estate più calda con 24,3 gradi di media sull’Italia ha costretto il ghiacciaio della Marmolada ad arretrare di 23 metri. E secondo i calcoli degli esperti scomparirà entro dieci anni.
Il ghiacciaio della Marmolada
Repubblica ricorda che per tutta l’estate lo zero termico ha oscillato tra i 4.700 e i 5 mila metri. Con pochissima neve in quota e rari sottozero. Per questo il ghiacciaio della Marmolada ha perso 23 metri, il triplo rispetto a quanto aveva perso l’anno scorso. La sua superficie è scesa da 92 a 83 ettari. Soltanto tre anni fa arrivavano a 100. Nel 2022 una valanga di 70mila metri cubi di ghiaccio precipitata da quota 3.200 seppellendo 11 alpinisti aveva provocato una riduzione simile. E quella frana di ghiaccio fu provocata proprio dal caldo. I dati del 2026 arrivano dalla Campagna Glaciologica Partecipata promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova, che ha ispezionato il ghiacciaio tra Veneto e Trentino Alto-Adige.
Le previsioni
«Se si ripeteranno altre estati così, la Marmolada potrebbe sparire nel giro di un decennio» dice al quotidiano Mauro Varotto, che insegna Geografia all’università di Padova. Il fronte ovest è arretrato in due anni di 120 metri. E non scende più sotto i 2.900 metri di quota. Il ghiaccio perenne (il permafrost) si è fuso totalmente sul Piz Boè, la vetta più alta del Sella a 3.100 metri. «Non c’è terreno gelato a nessuna profondità», aggiunge Gianni Marigo dell’Arpav. «Non ha nevicato nemmeno in alta quota». La temperatura è scesa sotto lo zero solo 3 volte. Con una minima di meno 0,6 gradi. La neve che è rimasta sotto i 2.900 metri è quella che si trova sotto i teloni geotessili. Quelli che sono stati stesi per un totale di 30 mila metri quadri per limitare la fusione del ghiaccio sulle piste da sci.
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La Carovana dei Ghiacciai
Lo sci è fermo in tutta Europa per le temperature troppo alte. La Carovana dei Ghiacciai di Legambiente che monitora lo stato delle montagne dice che «di questo passo si rischia di superare in peggio le estati del 2022 e del 2023». Adamello, Grande Motte, ghiacciai del Miage e Planpincieux sul Monte Bianco, ghiacciaio dei Forni, del Montasio e del Coolidge superiore sul Monviso sono in arretramento. Su Monviso e Montasio la roccia si è spaccata ed è crollata.

