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«Alcaraz e Sinner fermi da mesi… così vogliono uccidere il tennis», lo sfogo di Paolo Bertolucci dopo l’ultimo crollo agli Us Open

09 Settembre 2026 - 12:57 Giulia Norvegno
Carlos Alcaraz, Paolo Bertolucci, Jannik Sinner
Carlos Alcaraz, Paolo Bertolucci, Jannik Sinner
Lo spagnolo è crollato contro Shelton quando a New York erano ormai le 3.33. L'ex tennista azzurro va giù durissimo sui social sulle assenze pesanti nei tornei
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«Un piano diabolico atto a distruggere il tennis»: è lo sfogo durissimo di Paolo Bertolucci dopo il crollo di Carlos Alcaraz, piegato da Ben Shelton al termine di una notte infinita agli Us Open. Secondo l’ex tennista, pretendere una prestazione da un atleta alle tre di notte equivarrebbe esattamente a questo. L’ultimo punto è stato giocato alle 3.33, dopo 4 ore e 31 minuti di gioco, il match finito più tardi nella storia degli Us Open. Lo statunitense si è imposto al quinto set, al culmine di uno scontro durissimo.

Cosa ha scritto Bertolucci su Sinner, Musetti e gli infortuni dei big

Nello stesso intervento su X, l’ex tennista collega la maratona notturna alla lunga lista di infortuni che sta svuotando i tabelloni, un anno intero senza Holger Rune e Jack Draper, mesi di stop per Alcaraz, Lorenzo Musetti e Jannik Sinner.

Bertolucci chiude il post con un commento sarcastico, invitando ironicamente gli organizzatori a proseguire su questa strada, e punta il dito in modo esplicito contro la gestione del torneo, ritenuta responsabile di orari e calendari che metterebbero a rischio la tenuta fisica dei giocatori.

Quanto sono durati i match della giornata più lunga degli Us Open

Il caso si inserisce in una giornata già da record sull’Arthur Ashe. Nel pomeriggio Aryna Sabalenka ha superato Linda Noskova in tre set dopo 2 ore e 22 minuti, mentre Frances Tiafoe ha rimontato Alex Michelsen vincendo 3-2 al termine di 4 ore e 39 minuti di gioco. In serata, prima del duello tra Alcaraz e Shelton, anche Jessica Pegula ha completato una rimonta contro Emma Navarro in 2 ore e 21 minuti. Più che alla singola partita, Bertolucci imputa la colpa a un calendario compresso e a un order of play sempre più fitto, che costringerebbe i giocatori a sforzi fisici eccessivi e quindi a infortuni di ogni genere.