Valter Lavitola resta in carcere, la conferma dei giudici sulla bomba a Sigfrido Ranucci: resta il metodo mafioso

Il Tribunale del Riesame di Roma ha respinto la richiesta di scarcerazione avanzata dalla difesa di Valter Lavitola, che si è dichiarato reo confesso come mandante dell’attentato all’ex conduttore di Report e «amico fraterno» Sigfrido Ranucci. I giudici, hanno confermato anche l’aggravante del metodo mafioso contestata all’indagato, che dunque resta detenuto in attesa dei prossimi passaggi dell’inchiesta.
Perché Lavitola voleva andare ai domiciliari in Basilicata
I legali di Lavitola, Sergio e Arturo Cola, avevano depositato una memoria al Tribunale dei Riesame con cui chiedevano il trasferimento per il faccendiere ai domiciliari a Neopoli, dove è cresciuto con la famiglia. La scelta del piccolo centro in Basilicata nel parco del Pollino era stata così spiegata dai legali: «È un domicilio fuori dal Lazio e della Campania» quindi «lontano da tutta lrete di conoscenze dell’indagato e anche da possibili vie di fuga».
Estradizione di Tavares, a che punto sono le indagini
La Procura di Roma si prepara a chiedere l’estradizione di Gomes Tavares, cittadino camerunense attualmente latitante in Africa e considerato l’anello di congiunzione tra Lavitola e il gruppo che avrebbe eseguito materialmente l’azione.
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Secondo quanto ricostruisce l’Ansa, i pubblici ministeri stanno completando la traduzione in francese degli atti, passaggio necessario per avviare la rogatoria internazionale propedeutica alla richiesta di estradizione.
Potenza e Cianfoni, cosa sanno le due donne vicine al caso
Al momento non risulta fissata alcuna convocazione in Procura per Natàlia Potenza, ex moglie di Lavitola, che si è detta disponibile a riferire agli inquirenti quanto a sua conoscenza: a piazzale Clodio, precisa sempre l’Ansa, non risultano depositate memorie né richieste di audizione.
Secondo quanto scrivono alcuni quotidiani, tra il 4 e il 5 luglio la donna avrebbe ricevuto dal numero di Laura Cianfoni, vicina a Ranucci, l’ordinanza cautelare emessa a carico dei quattro esecutori materiali dell’azione dinamitarda del 16 ottobre 2019 a Pomezia. Anche per Cianfoni, per ora, non è stata calendarizzata alcuna audizione.

