In arrivo il bonus affitto per genitori separati o divorziati: chi potrà richiederlo e a quanto ammonta. Le anticipazione del Mit

I genitori separati e divorziati potranno usufruire di un bonus fino a 500 euro al mese per pagare l’affitto. Il bando ufficiale non è ancora stato pubblicato, ma ad anticiparne i contenuti è stato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, che ha voluto correre in aiuto di chi, dopo la fine di un matrimonio o di una convivenza, deve sostenere il costo di una nuova abitazione. Il contributo dovrebbe entrare in fase operativa in autunno. Il MIT ha reso noto di aver completato l’iter della norma istitutiva e di aver inviato, il 29 agosto, la comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze per sbloccare le risorse.
Chi può richiederlo
Per ottenere il bonus affitti bisogna rispondere ad alcuni requisiti. Innanzitutto, essere un genitore separato o divorziato e non assegnatario della casa famigliare di proprietà. Poi bisogna avere almeno un figlio a carico fino a 21 anni, essere in regola con i versamenti dell’assegno di mantenimento, avere un contratto di affitto regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate. E ancora non possedere altri immobili nel raggio di 50 chilometri dalla vecchia abitazione familiare e non aver ottenuto l’assegnazione di un alloggio di edilizia popolare. Per questo contributo, inoltre, non servirà l’Isee. Su richiesta di Salvini, la domanda potrà essere fatta online ed è necessaria la dichiarazione Irpef fino a 35 mila euro all’anno. Infine, il bonus non è cumulabile con altri aiuti per l’affitto.
Come calcolare l’importo
L’aiuto non è un assegno fisso uguale per tutti e potrebbe arrivare fino a 500 euro al mese per dodici mesi, quindi fino a un tetto massimo di 6 mila euro all’anno. Il contributo copre il 50% del canone di locazione, quindi con un canone di 700 euro mensili, sarà di circa 350 euro e solo con un canone da mille euro al mese o superiore si arriva al tetto massimo di 500 euro. Le intenzione del Mit sono di mettere a disposizione 60 milioni nel triennio 2026-2028, arrivando a sostenere 15 mila beneficiari nei tre anni, partendo da una prima tranche di 5 mila persone nei mesi successivi all’avvio della misura.
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Stando alle anticipazioni, dopo che il Mef avrà sbloccato le risorse previste, il sostegno verrà data in via prioritaria alle Regioni con più genitori separati o divorziati e dove si riscontra un’ampia emergenza abitativa. Nonostante ciò, per ora nessun dettaglio è definitivo e bisogna aspettare la pubblicazione ufficiale del bando per avere la certezza su criteri e modalità di domanda.
Perché Salvini vuole questo bonus
L’aiuto, secondo Salvini, è dedicato a chi «spesso, dopo una brutta separazione, un brutto divorzio, perde la casa su cui magari si sta pagando ancora il mutuo e perde con questo anche il diritto ad accogliere i propri figli almeno nel fine settimana». In video collegamento con la festa nazionale dell’Udc, il ministro ha specificato che «bisogna aiutare la gente che lavora, non quella che non lavora o lavora in nero».

