Bonus bollette 2026: come funziona il nuovo contributo per l’energia elettrica

Nelle bollette della luce arriva un nuovo sconto, valido per il 2026 e il 2027. Si tratta di un contributo straordinario volontario che può toccare la soglia di 60 euro ed è rivolto ai clienti domestici residenti con un Isee non superiore a 25 mila euro. Non è un bonus generalizzato, infatti non spetta a tutte le famiglie, e neanche obbligatorio perché i venditori possono scegliere se aderire o no.
Di cosa si tratta e chi lo ha introdotto
Il bonus, regolato dalla delibera Arera 238/2026/R/eel (Autorità che regola i settori di energia, reti e ambiente), è stato introdotto nel decreto bollette e riguarda solo l’energia elettrica, non anche il gas. I destinatari sono tutti coloro che non rientrano nel bonus sociale elettrico, ovvero un intervento pensato per chi ha un Isee fino a 9.976 euro. Quest’ultima misura, invece, si rivolge ad altri tre gruppi. I nuclei con meno di quattro figli e Isee compreso tra i 9.796 e i 15 mila euro; i nuclei con meno di quattro figli con Isee da 15 mila a 25 mila euro; le famiglie con almeno quattro figli e un Isee tra 20 mila e 25 mila euro. Non bastano però questi requisiti. La delibera specifica che è necessario che la fornitura sia domestica, attiva e riferita all’abitazione dove si risiede; l’intestatario della bolletta sia la stessa persona che ha presentato la Dsu (la Dichiarazione Sostitutiva Unica, il documento che serve a calcolare l’Isee) e che questa persona sia inclusa nel nucleo familiare indicato nell’Isee stesso. Per chi ha attivato l’utenza da poco, c’è un ulteriore paletto: l’attivazione deve essere avvenuta entro il 31 maggio 2026.
Il limite legato ai consumi
Oltre al reddito, conta quanta energia si consuma. Esistono due soglie, entrambe da rispettare. Meno di 500 kWh nel bimestre gennaio-febbraio 2026 per chi ha attivato l’utenza dopo l’inizio dell’anno, si considera il primo bimestre completo di fornitura. Meno di 3.000 kWh nei dodici mesi precedenti la fine di quel bimestre. Attenzione: basta superare anche uno solo di questi due limiti per perdere il diritto al bonus, indipendentemente dal proprio Isee.
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Quanto vale il bonus
L’importo non è una cifra fissa uguale per tutti, ma viene calcolato applicando la componente energia del servizio di maggior tutela, ovvero la tariffa di riferimento fissata dall’Autorità, ai consumi del bimestre. In base ai valori usati per gennaio-febbraio 2026, indicativamente: circa 18 euro per 150 kWh consumati; circa 36 euro per 300 kWh consumati; fino quasi a 60 euro per 499 kWh consumati. A 500 kWh, invece, il bonus non si riduce: sparisce del tutto, perché si supera la soglia massima prevista.
Come si ottiene: nessuna domanda da presentare
Non serve fare richiesta. La procedura è automatica e passa attraverso l’incrocio di più banche dati. I dati della Dsu e dell’Isee, i dati dell’Inps e il Sistema informativo integrato, gestito da Acquirente Unico. Poi Arera individua le utenze che hanno diritto al contributo e comunica le informazioni solo ai fornitori che hanno scelto di aderire alla misura. Lo sconto compare direttamente nella prima bolletta utile. Le prime applicazioni sono attese sulle fatture di competenza di agosto, con un effetto pratico visibile tra agosto e settembre. C’è però una condizione fondamentale che resta al cliente: avere un Isee ordinario 2026 valido.
L’ostacolo principale: l’adesione è volontaria
Il punto più delicato della misura riguarda i fornitori. Il costo del bonus è a carico del venditore di energia e non viene rimborsato da Arera, per questo motivo ogni fornitore può decidere liberamente se partecipare o no. Chi decide di aderire, però, non può scegliere in modo arbitrario a quali clienti applicare lo sconto, al contrario deve garantirlo a tutti coloro che rispettano i requisiti previsti. A oggi, tra le società che hanno confermato la propria adesione ci sono A2A Energia, Edison Energia ed Eni Plenitude. Altri operatori risultano ancora in fase di valutazione.
Un’ultima avvertenza riguarda chi sta pensando di cambiare gestore. Il diritto al contributo è legato alla continuità della fornitura con lo stesso venditore per tutto il periodo rilevante. Cambiare compagnia tra l’inizio del 2026 e il momento in cui il bonus viene erogato può quindi creare problemi e, in alcuni casi, far perdere lo sconto.

