Ex Ilva, offerte entro inizio ottobre. Domani vertice di governo con i sindacati per la cassa integrazione

Le aziende dell’acciaio interessate all’ex Ilva potrebbero depositare le loro offerte già nelle prime settimane di ottobre. È quanto filtra da fonti vicine ai commissari straordinari dell’azienda, proprio mentre è in corso a Palazzo Chigi una riunione di governo in vista di due appuntamenti fondamentali per il futuro dello stabilimento. Le stesse fonti accertano che «il governo ha ribadito più volte di essere pronto a sostenere i player interessati» a investire nell’ex Ilva. Ma la linea resta chiara: «finché non si palesano le offerte non si potrà parlare di partecipazione dello Stato».
Sul tavolo la cassa integrazione per i lavoratori più esposti
Il nodo più urgente riguarda la tutela dei lavoratori. Sempre secondo le fonti vicine ai commissari, l’esecutivo sta valutando strumenti straordinari, come la cassa integrazione o altre misure di accompagnamento, per garantire la sicurezza dei lavoratori più esposti. L’idea del governo è di presentare queste proposte mercoledì 16 settembre, al tavolo con i sindacati convocato a Palazzo Chigi. Le misure condivise in quella sede confluirebbero poi in un decreto, da portare nel pomeriggio al Consiglio dei ministri. Non è un caso che l’incontro sia slittato di un giorno: l’appuntamento con i sindacati era inizialmente fissato per oggi, ma è stato spostato a domani proprio per dare più tempo al governo di mettere a punto le misure. Quello di domani sarà il ventesimo incontro sul dossier ex Ilva ospitato da Palazzo Chigi dal 23 ottobre 2023.
Vertice preparatorio prima di sindacati e Cdm
Ora è in corso la riunione di governo in vista di due appuntamenti chiave: l’incontro con i sindacati e il Consiglio dei ministri, che dovrebbe approvare nuove misure a tutela dei lavoratori dell’indotto, ovvero le aziende collegate all’ex Ilva. Al tavolo preparatorio, non il primo di questi giorni, sono presenti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e diversi ministri: Giancarlo Giorgetti (Economia) presente «solo per ascoltare» precisano le fonti, Adolfo Urso (Imprese), Gilberto Pichetto (Ambiente), Marina Calderone (Lavoro) e Tommaso Foti (Affari europei), insieme ai tecnici dei rispettivi dicasteri.

