«Mirava a donne e turiste». Ancora libero il cecchino di Prati, a Roma. Il racconto della donna colpita

Camminava lungo via della Giuliana, nel quartiere Prati a Roma, quando ha sentito un colpo al braccio. Poi il dolore e il sangue. Cristina Stillitano, giornalista e scrittrice, è stata raggiunta da un proiettile sparato probabilmente con un’arma ad aria compressa mentre si trovava a pochi passi dal Vaticano. Chi abbia sparato e da dove è ancora da chiarire. I carabinieri stanno cercando il responsabile e nel pomeriggio di martedì 15 settembre hanno effettuato perquisizioni nelle abitazioni di alcuni residenti della zona.
Il proiettile è rimasto conficcato nel braccio della donna, all’altezza del tricipite. Stillitano sarà operata mercoledì 16 settembre per rimuoverlo. Sarà proprio l’analisi del materiale estratto a fornire uno degli elementi principali per capire quale arma sia stata utilizzata.
Il proiettile ancora nel braccio e l’intervento
A raccontare quanto accaduto è stata la stessa scrittrice sul suo profilo Facebook. «Ho sentito un forte dolore al braccio, ho urlato per il dolore e mi sono accorta che stavo sanguinando», ha spiegato. La strada in quel momento era semideserta e la donna non avrebbe visto nessuno allontanarsi.
La maglietta presentava un foro e sul braccio era visibile una ferita di circa cinque millimetri. Al pronto soccorso gli accertamenti hanno mostrato che l’oggetto era penetrato in profondità. Nella radiografia appariva come un corpo facilmente visibile, di colore chiaro, quindi compatibile con materiali come piombo o metallo.
Gli investigatori dovranno stabilire anche la traiettoria: il colpo potrebbe essere stato sparato da uno dei palazzi che affacciano sulla strada oppure direttamente dalla via.
Le segnalazioni di altri spari contro donne e turiste
A rendere il caso ancora più preoccupante sono i racconti raccolti dalla donna dopo il ferimento. Secondo alcuni commercianti di via della Giuliana, nei giorni precedenti sarebbero stati avvertiti altri spari e alcuni piccoli proiettili o «gommini» sarebbero stati lanciati soprattutto contro donne e turiste di passaggio, senza però colpirle. Uno di questi oggetti, racconta Stillitano, sarebbe stato anche raccolto e conservato.
Un commerciante ha raccontato di aver sentito venerdì un rumore simile allo sparo di una «carabina da luna park», senza inizialmente attribuirgli particolare importanza. La preoccupazione, spiega un altro residente, è soprattutto per i bambini che possono passare da lì: «Per loro anche un colpo con arma ad aria compressa può avere conseguenze serie».
Le perquisizioni e la ricerca di chi ha sparato
Sul caso indagano i carabinieri della compagnia San Pietro, coordinati dal maggiore Guido Romano Rosadoni. Le perquisizioni avviate martedì riguardano un numero ristretto di persone che abitano nella zona dove è avvenuto il ferimento. Per stabilire con maggiore precisione quale arma sia stata utilizzata bisognerà attendere l’intervento e l’analisi del proiettile. I carabinieri stanno intanto cercando testimonianze e altri elementi utili per individuare il punto da cui è partito il colpo. Stillitano ha intanto racontato quello che ha vissuto sia sui social che a Repubblica: «Ho deciso di espormi perché quello che è accaduto a me potrebbe capitare a qualcun altro se non si interviene. Spero che i carabinieri individuino al più presto questa persona».

