La donna scambiata per borseggiatrice e malmenata a Venezia

Agnese Amadio, veneziana di 38 anni, è stata aggredita e malmenata in strada dopo essere stata scambiata per una borseggiatrice. Un gruppo di turisti l’ha additata a voce come “pickpocket” dopo che lei ha urtato la mano di una persona che si trovava in una comitiva. La donna era nella zona di campo San Luca e percorreva Strada Nova con in borsa contanti da depositare in banca: erano gli incassi del negozio dove lavora in zona.
La storia
L’episodio, accaduto ieri intorno alle ore 13.00, è stato raccontato al Gazzettino dalla stessa vittima, che ha annunciato di voler presentare denuncia sull’accaduto. Dopo l’urto involontario con la donna altri due turisti – apparentemente sudamericani – hanno urlato la frase che addita i borseggiatori nel centro storico lagunare. Poi hanno spinto la donna al muro e l’hanno presa a calci. All’arrivo dei carabinieri i due sono spariti. La scena sarebbe anche stata filmata. La donna ha riferito di aver seguito i due aggressori, ma «a un certo punto ho lasciato perdere e sono andata a depositare i soldi. Peraltro con il concreto timore di venir borseggiata io stessa. Farò la denuncia, sperando che possa servire a qualcosa, ma tutti si sono volatilizzati. Sono sconvolta e turbata».
Il racconto
«Mi sono incamminata dal luogo dove lavoro verso campo San Luca» spiega la trentottenne. «Avevo dei soldi dentro alla borsa e dovevo andare in banca per caricarli in una carta. Erano circa tremila euro in contanti e, proprio per il timore di venir borseggiata io stessa, ho camminato a passo spedito. Ad un certo punto, all’altezza di calle dei Fabbri, sono finita nella calca, molto vicina ad un numeroso gruppo di turisti. Solo a posteriori mi sono resa conto da dove sia nata tutta la vicenda. Ad un certo punto credo di aver inavvertitamente urtato la mano di una delle turiste con la borsa. La reazione è stata brutale».
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Le botte
La donna è stata assalita dall’uomo e dalla compagna. Ha cercato di difendersi ma lui gli ha tirato due calci e le ha puntato il telefono addosso: «Mi davano della ladra e sostenevano che io mi stessi approfittando della situazione per via del fatto che non parlavano l’italiano. Ma io in italiano ho solo detto di essere una cittadina veneziana. Ad un certo punto si sono messi in mezzo altri lavoratori e due turisti americani che mi hanno aiutata, per fortuna».

