Folle inesistenti e finti TG: l’ondata di video IA su TikTok

Un account TikTok chiamato @giulia.moretti11 ha pubblicato in agosto un video con la grafica di un finto telegiornale che annunciava una manifestazione di massa a Milano. Nello stesso periodo aveva pubblicato lo stesso identico format ambientato a Roma. Nessuna delle due proteste è mai avvenuta, in quanto entrambe sono state generate con l’intelligenza artificiale e riprese da numerosi utenti sui vari social, mentre l’account oggi non esiste più.

Il caso non è isolato e risulta presente un’inchiesta del team di fact-checking The Cube di Euronews, dove viene documentato lo stesso fenomeno in sei Paesi europei, Portogallo, Francia, Germania, Irlanda e Regno Unito. Di fatto, decine di video, pubblicati negli ultimi quattro mesi, alcuni oltre le 300mila visualizzazioni, mostrano folle inesistenti in protesta contro l’immigrazione, i governi in carica o “lo stato sociale del Paese”.
Come funzionano i video: finti telegiornali e inviate create con l’IA
I video mostrano finti servizi di telegiornali nazionali o locali, veri o inventati. Uno di questi mostra quella che sembra una giornalista dell’emittente pubblica portoghese RTP, con tanto di logo sul microfono. Contattata da The Cube, RTP ha confermato che la giornalista non esiste e che l’emittente non ha ma diffuso il filmato.
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Nel caso italiano che abbiamo seguito a Open, la grafica riprodotta è quella di un finto “Telegiornale 24”, nome che non corrisponde a nessun canale televisivo italiano esistente. Al massimo, potrebbe ricordare quello di TGCom24.

Su TikTok, nel frattempo, circola un’ulteriore versione ambientata a Roma con una giornalista che, di fatto, non esiste, come non esiste più l’account che l’aveva diffuso: @gineva.bellini4.

Alcuni video diffusi in Europa contengono agganci espliciti a partiti di estrema destra. Nei contenuti in tedesco analizzati da The Cube compaiono didascalie a sostegno di Alternative für Deutschland (AfD),
Altri contenuti raccolgono commenti che chiamano in causa figure come André Ventura, del partito portoghese Chega, o Alice Weidel, leader dell’AfD, chiedendo loro di “intervenire” su temi come l’immigrazione.
La maggior parte dei video si chiude allo stesso modo, con un invito a commentare. Bruna Martins dos Santos, dell’organizzazione WITNESS, che studia l’impatto dei deepfake e dell’IA generativa, ha spiegato a Euronews che il pubblico interagisce con questi contenuti perché «le immagini sintetiche si agganciano direttamente ad ansie politiche e risentimenti culturali già esistenti». Gli algoritmi delle piattaforme, ha aggiunto, amplificano poi questa dinamica, spingendo i contenuti più provocatori verso chi ha più probabilità di reagirvi.
I precedenti in Europa: dalla Germania alla Moldavia e Polonia
Euronews aveva già documentato lo stesso schema, falsi video TikTok di folle oceaniche in marcia per un partito, a febbraio 2025, alla vigilia delle elezioni federali tedesche, con contenuti che mostravano centinaia di migliaia di persone in corteo a favore di AfD.
Tra marzo e aprile 2026, il DFRLab ha documentato in Moldova una rete di almeno venticinque account TikTok che pubblicavano video di folle sintetiche in protesta contro la presidente Maia Sandu e il partito di governo PAS, invitando i cittadini a partecipare a manifestazioni fissate per il 25 marzo, poi mai avvenute. Il report collega la rete a operazioni di influenza allineate alla Russia, con l’obiettivo di minare la fiducia pubblica nella leadership filoeuropea del Paese.
Un pattern simile è stato segnalato anche in Polonia, dove il governo ha dichiarato ufficialmente che video IA con narrative di estrema destra e anti-europee individuati sul TikTok polacco mostravano segni di una campagna coordinata dalla Russia, comprese tracce di sintassi russa nei testi.
Il movente economico: follower e monetizzazione con il programma TikTok
Il 26 gennaio 2026, i colleghi fact-checker di Maldita.es avevano pubblicato un’inchiesta su centinaia di account TikTok, in diciotto Paesi, che producevano video IA di proteste mai avvenute non per un movente politico riconoscibile, ma per raggiungere la soglia dei 10mila follower richiesta dal programma di monetizzazione della piattaforma, il Creator Rewards Program, e in alcuni casi per rivendere poi gli account a chi cerca un pubblico già segmentato per affinità politica.
Intervistati da Tech Policy Press, i ricercatori di Maldita hanno notato che gli account passavano da un tema all’altro senza coerenza ideologica, un indizio ulteriore che il movente primario fosse quello economico piuttosto che politico. TikTok vieta esplicitamente sia i contenuti IA fuorvianti su temi di interesse pubblico, così come la rivendita di account, ma secondo l’inchiesta quelle regole non risultano applicate in modo sistematico.

