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Milano, la pm che indagò Sala si ritira dalla corsa elettorale: “Passo indietro per evitare che si gettino ombre sul lavoro dei miei ex colleghi”

25 Settembre 2026 - 08:52 Francesca Milano
tiziana siciliano
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A maggio Tiziana Siciliano aveva dato la sua disponibilità a candidarsi nella lista civica "Milano Libera" guidata da Massimiliano Lisa. Dopo un'estate di riflessione arriva il passo indietro
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Una vita da pm nel tribunale di Milano, poi la decisione di impegnarsi politicamente nel capoluogo lombardo. E adesso, quattro mesi dopo, il passo indietro: Tiziana Siciliano, che da procuratrice aggiunta di Milano coordinava il pool che nel 2025 iscrisse il sindaco Beppe Sala nel registro degli indagati nell’ambito della maxi-inchiesta sull’urbanistica, ci ripensa. «Avevo messo in conto di poter essere coinvolta nelle normali polemiche, anche le più aggressive, delle campagne elettorali, ma i gravi attacchi a base di falsità e insinuazioni legati alla mia passata professione, seguiti alla sola dichiarazione di disponibilità, mi hanno imposto una riflessione alle cui conclusioni sono giunta ora». E così, nella primavera 2027, non correrà né nella lista civica “Milano Libera” (che sarà comunque in lizza) né in altre formazioni.

La scelta di impegnarsi per la sua città

Qualche mese dopo il suo pensionamento, Siciliano aveva manifestato la sua disponibilità a candidarsi alle prossime elezioni del Consiglio comunale nella lista civica guidata da Massimiliano Lisa. Sul sito della lista “Milano Libera” il nome dell’ex pm era associato al (potenziale) ruolo di vicesindaco. Così non sarà. «Non ho alcuna passione per il potere, tantomeno politico – spiega Siciliano in una lettera che Open ha visionato in anteprima – il mio proposito era di porre la mia esperienza e le mie competenze al servizio del governo della mia città condividendo il corposo programma elettorale presentato da Lisa i cui contenuti e finalità avevo apprezzato e apprezzo ancora».

La notizia della sua “discesa in campo” (per citare Berlusconi, per il quale Siciliano chiese una condanna a sei anni in uno dei filoni del processo Ruby ter), però, ha scatenato numerose polemiche a inizio estate: «C’è chi ha voluto vedere nella mia candidatura la finalizzazione di una volontà di carriera politica già esistente quando ancora ero in magistratura», racconta oggi per spiegare cosa l’ha spinta a fare un passo indietro.

L’inchiesta sull’urbanistica

Al centro delle polemiche c’è stato soprattutto il suo ruolo nell’inchiesta sull’urbanistica milanese. Siciliano era la procuratrice aggiunta che coordinava i magistrati impegnati nei diversi filoni dell’indagine, partita nel 2023, relativa a diversi progetti edilizi e alle modalità con cui il Comune aveva autorizzato alcune trasformazioni della città. Nel luglio 2025 l’inchiesta arrivò fino al sindaco: Beppe Sala fu iscritto nel registro degli indagati per due ipotesi di reato (false dichiarazioni sulle qualità personali in relazione alla nomina di Giuseppe Marinoni alla presidenza della Commissione Paesaggio e concorso in induzione indebita per la vicenda del Pirellino).

Lo scorso giugno il sindaco Sala ha attaccato apertamente l’ex pm Siciliano sostenendo che «c’è una parte della Procura che fa politica» e indicando proprio la sua candidatura come prova, a suo giudizio, di quella commistione. «Quando la campagna elettorale entrerà nel vivo – spiega oggi Tiziana Siciliano – questo genere di aggressioni non si fermerà, anzi aumenterà di intensità senza neppure il limite della decenza. Io potrei anche sopportare di essere coinvolta in continue ed estenuanti polemiche sull’opportunità della mia candidatura ma non posso accettare che la mia scelta, operata in assoluta buona fede, sia usata per attaccare la magistratura gettando ombre nella conduzione delle indagini passate e su quelle future».

La decisione «sofferta»

Dopo un’estate di riflessione, Siciliano si sfila dalla corsa: «Il mio legittimo desiderio di continuare il mio impegno nella vita pubblica deve arretrare rispetto alla più rilevante esigenza di non coinvolgere in malsane polemiche l’istituzione di cui sono onorata di avere fatto parte per 40 anni e a cui sento ancora, moralmente, di appartenere», spiega, sottolineando che si tratta di una decisione «sofferta» ma necessaria per «preservare da ogni strumentalizzazione l’attività di chi continua in modo imparziale a operare al servizio della cosa pubblica e in particolare i colleghi della Procura che hanno lavorato con serietà e impegno».

La carriera in magistratura

Oltre che del citato processo Ruby ter a Silvio Berlusconi, Tiziana Siciliano si è occupata di alcune delle inchieste più note della cronaca milanese: da quella sulla clinica Santa Rita, ribattezzata la “clinica degli orrori”, a quella sul disastro ferroviario di Pioltello del 2018, dal processo a Marco Cappato per il caso Dj Fabo all’incendio della Rsa Casa per coniugi.

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