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Scontro nella Lega, Romeo attacca Salvini: «Il congresso straordinario è un trappolone, caro Matteo te lo fai da solo»

27 Settembre 2026 - 10:44 Anna Clarissa Mendi
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Il senatore leghista al Corriere della Sera: «Il partito è in caduta libera. Se si dovesse votare a maggio rischiamo di arrivare sotto il 4%»
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«Matteo Salvini può farselo da solo il congresso straordinario della Lega. È un trappolone. Io non ci casco». Non usa mezzi termini il senatore della Lega Massimiliano Romeo, intervistato dal Corriere della Sera. «Io, Attilio Fontana e tutti gli altri – aggiunge – ci stiamo muovendo esclusivamente per il bene del leghismo e, pensi un po’, anche dello stesso Salvini». Nessuno, sottolinea Romeo, «gli ha mai chiesto di farsi da parte. Non è una sfida personale, ma una questione esclusivamente politica». Le dichiarazioni del leghista arrivano a una settimana dall’annuncio fatto da Salvini a Pontida di un congresso straordinario della Lega, previsto per ottobre. Pochi giorni dopo, il leader del partito aveva anche detto di aspettarsi la candidatura di «qualcun altro» alla segreteria. «Lui intende organizzarlo con tutti gli stessi identici delegati che lo hanno già eletto segretario un anno e mezzo fa – dichiara ancora Romeo -. Nient’altro che un espediente tattico, ne prendo atto. E non partecipo».

La Lega in caduta libera

Secondo il senatore, il partito «è in caduta libera» e «il trend fa spavento». «Perdiamo lo 0,2% al mese – sostiene, come sostengono anche i sondaggi -. Questo significa che, se si dovesse votare a maggio, rischiamo di arrivare intorno al 4%, se non addirittura al di sotto». Nel mirino di Romeo c’è anche il rapporto con Roberto Vannacci. «Prima ce lo siamo accollato per recuperare un po’ di voti, sebbene facesse discorsi spesso scarsamente condivisibili, poi se ne è andato e si è portato via i suoi voti», afferma. La situazione, secondo il leghista, è difficile e non va nascosta: «A Varese, Bergamo, Brescia, Monza e Brianza, in Valtellina, ma anche in Liguria e in Piemonte, c’è un’insofferenza forte e diffusa».

La fronda nordista: comitato elettorale e ritorno ai temi storici

La soluzione? Salvini può restare alla guida del partito, ma «costituiamo una sorta di “comitato elettorale”, una squadra dotata di poteri reali per raddrizzare con urgenza la linea politica della Lega», dichiara. L’obiettivo, spiega ancora Romeo, sarebbe quello di abbandonare la rincorsa a Vannacci sul suo stesso terreno e recuperare l’identità storica del partito. «Dobbiamo tornare a parlare di fisco, burocrazia e federalismo. Dobbiamo essere il sindacato dei territori e valorizzarli. E, soprattutto, dobbiamo ritrovare l’antico spirito leghista, quello che metteva la comunità davanti alle ambizioni personali». Il senatore annuncia quindi che continuerà, insieme agli altri esponenti dell’area critica, la fronda nordista, a rilanciare «i nostri temi, i nostri ideali leghisti, il nostro volerci prendere cura del territorio senza pensare ad altro». E conclude: «Spero si capisca che io amo la Lega».

Foto copertina: ANSA/MICHELE MARAVIGLIA | Massimiliano Romeo (capogruppo della Lega al Senato) a Pontida, 19 settembre 2026

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