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Aldo Cazzullo contro Roberto Vannacci: «Il generale dovrebbe guardare la mia puntata sull’8 settembre. Dice delle inesattezze sulla Decima Mas»

28 Settembre 2026 - 14:37 Marco Fedeli
Il giornalista del Corriere della Sera Aldo cazzullo e il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci
Il giornalista del Corriere della Sera Aldo cazzullo e il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci
Presentando la nuova edizione del programma Una giornata particolare il giornalista ha attaccato il leader di Futuro Nazionale sull'uso improprio del termine "Decima Mas" nel 2024
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«Non mi dispiacerebbe che il generale Vannacci guardasse la puntata sull’8 settembre, perché si renderebbe conto che sta dicendo un sacco di inesattezze storiche». Presentando la nuova edizione di Una giornata particolare che comincerà questo mercoledì 30 settembre proprio con uno sguardo sull’armistizio dell’8 settembre tra Badoglio e gli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, Aldo Cazzullo polemizza con il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci per l’uso improprio del termine “Decima Mas”, un corpo militare indipendente che fu prima al servizio del Regno d’Italia e poi della Repubblica di Salò, durante la campagna per le Elezioni europee del 2024.

Cosa era successo con la X MAS

Durante quella campagna elettorale, infatti, alla vigilia del comizio di Milano a fianco di Matteo Salvini, ha diffuso sulle chat dei suoi sostenitori un video in cui invitava a «fare una decima sul simbolo della Lega. Scrivete Vannacci e li travolgeremo tutti con una valanga di voti». Il generale aveva anche definito i membri della Decima Mas come “nostri eroi” e aveva sostenuto che la loro storia avrebbe dovuto essere insegnata nelle scuole, distinguendo tra le azioni eroiche quando facevano parte della Regia Marina e le gesta dopo l’armistizio dell’8 settembre quando entrarono a far parte della Repubblica di Salò.

La lezione di Cazzullo

E proprio su questo concetto è tornato il giornalista del Corriere della Sera, Aldo Cazzullo, che ci ha tenuto a ribadire come la Decima Mas dopo l’8 settembre in gran parte fosse rimasta fedele al re, schierandosi contro Hitler e Mussolini. «Tranne un gruppo di criminali – ha aggiunto – che tracciavano la X di Decima Mas sul petto dei partigiani torturati. Uccisero, bruciarono villaggi, massacrarono sacerdoti, nell’entroterra di La Spezia. La Decima Mas fece delle cose terribili».

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