Scoperta shock durante un’operazione antidroga: nel telefono di un indagato c’è il video dell’uccisione di un cane che aveva appena partorito

Avrebbe ucciso un cane che aveva appena partorito e avrebbe filmato la scena. È l’accusa a carico di uno dei sette arrestati dalla Polizia di Stato di Nuoro in un’operazione contro il traffico di droga, durante la quale gli agenti hanno trovato nel suo telefono il video della violenza. Ora l’uomo è accusato anche di uccisione di animali con particolare crudeltà e di detenzione illegale di un’arma da fuoco. A denunciare l’episodio è LNDC Animal Protection, associazione che promuove la tutela dei diritti, della vita e del benessere degli animali.
Il fatto raccontato da LNDC e cosa richiede l’associazione
«Un ovile nel Nuorese. Una mamma che ha appena partorito. I suoi cuccioli, all’inizio della vita, hanno bisogno di lei. Qualcuno gliela porta via per sempre. – scrive LNDC su Instagram – Lei avrebbe dovuto avere davanti giorni in cui accudire e allattare i suoi piccoli. Aveva diritto a vivere, a essere protetta. Le è stata tolta ogni possibilità». Di fronte a questa violenza, LNDC richiede la massima severità per l’indagato.
«Uccidere un cane è già un fatto gravissimo. – dice Piera Rosati, presidente di LNDC – Farlo a una madre che ha appena dato alla luce i propri cuccioli significa infliggere una sofferenza estrema a un animale nel momento di massima vulnerabilità e privare quei piccoli della loro madre». L’associazione denuncia anche il fatto che l’episodio sia stata filmato e che il video sia stato conservato nel telefono dell’uomo. Ma solo con gli accertamenti della Polizia e della magistratura potrà essere chiarito nel dettaglio quanto accaduto e le responsabilità dell’indagato. L’associazione, oltre a chiedere di non minimizzare nessun elemento, si è detta pronta a costituirsi parte civile nell’eventuale processo.
LNDC chiede attenzione anche per i cuccioli appena nati
L’impegno di LNDC, però, non termina con questo caso e «riguarda anche chi potrebbe essere ancora in pericolo». Il gruppo, infatti, chiede di verificare la condizione dei cuccioli appena nati e rimasti senza la madre, ma anche degli altri animali presenti nell’ovile. «Non possiamo restituirle la vita. Possiamo batterci perché chi l’ha uccisa ne risponda e perché gli altri animali siano protetti. Ed è quello che faremo» sostiene il gruppo su Instagram.
Foto di copertina di Anoir Chafik su Unsplash

