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Doping, la mossa di Schwazer: ora chiede le controanalisi e rinuncia alla terza provetta. Ma è fuori tempo massimo

01 Ottobre 2026 - 16:45 Cecilia Dardana
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Il marciatore cambia strategia e rinuncia alla richiesta delle analisi sul «campione C» conservato da Donati. Su pressing del suo legale Brandstätter accetta il test sul campione B, ma per il regolamento la richiesta andava fatta entro tre giorni dalla notifica, non sei mesi dopo
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Alex Schwazer ci ripensa e, dopo sei mesi di rifiuti, chiede le controanalisi sul campione B per la sua terza positività all’Epo, rinunciando alla pretesa di analizzare il campione C informale conservato dall’ex coach Sandro Donati. La svolta del marciatore altoatesino, arrivata su pressing del suo legale Gerhard Brandstätter, rischia però di schiantarsi contro il regolamento: l’articolo 18 delle Norme Sportive Antidoping prevede infatti un termine di soli tre giorni dalla notifica per richiedere l’esame del secondo flacone. Termine scaduto ormai da mesi. Con il procedimento sportivo (dove rischia la radiazione a vita per doppia recidiva) e quello penale già in corso in Germania dopo la positività riscontrata alla 50 chilometri dello scorso aprile 2026, l’improvvisa mossa della difesa appare ampiamente fuori tempo massimo.

Dalla pretesa sulle analisi del campione C al passo indietro

La decisione segna una netta inversione di rotta rispetto alla linea tenuta finora dall’atleta e dal suo staff. Subito dopo la notizia della non negatività sia nelle urine che nel sangue, Schwazer e Donati avevano dichiarato di voler accettare il test sul campione B solo a condizione che il laboratorio tedesco analizzasse anche un ipotetico «campione C», recuperato dal prelevatore e «conservato in un luogo sicuro». Una richiesta bollata come irricevibile dalle autorità antidoping, essendo impossibile sottoporre a test ufficiale un flacone non sigillato e gestito da un privato. Poi il ripensamento. Come confermato dall’avvocato Brandstätter al quotidiano Südtiroler Tageszeitung, l’atleta era inizialmente contrario a procedere con i canali ordinari, ma è stato infine convinto dai suoi legali a far cadere ogni condizione preliminare.

Perché la richiesta è fuori tempo massimo

Il regolamento antidoping però parla chiaro: l’articolo 18 stabilisce che l’atleta può richiedere l’esame del campione B «entro tre giorni dalla data di ricevimento della comunicazione dell’esito avverso», specificando che «in caso di comunicata rinuncia o trascorsi inutilmente i tre giorni, viene attivato il relativo procedimento disciplinare».

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