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Treviso, bimbo di un anno morto al pronto soccorso: babysitter 21enne indagata per omicidio colposo

03 Ottobre 2026 - 19:37 Ygnazia Cigna
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È stata la stessa ragazza, che studia infermieristica, ad accorgersi che il piccolo era improvvisamente in arresto cardiaco. L'avvocata della babysitter: «Lei è sconvolta»
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Una babysitter di 21 anni è indagata per omicidio colposo dopo la morte di un bambino di un anno che aveva in custodia. Il piccolo è deceduto nella notte tra giovedì 1 e venerdì 2 ottobre al Pronto soccorso di Treviso, dove era stato trasportato dal 118 in arresto cardiaco. A chiamare i soccorsi era stata proprio la giovane, dopo essersi accorta che il bambino non respirava e che il suo cuore aveva smesso di battere. I medici hanno tentato di rianimarlo per oltre un’ora, arrivando anche a intubarlo, ma ogni tentativo è stato vano perché il piccolo è morto attorno all’1.30 di notte. Per chiarire le cause del decesso sarà eseguita l’autopsia. La direzione dell’Ulss 2 ha espresso vicinanza alla famiglia per l’immensa perdita.

La ricostruzione della babysitter che studia infermieristica

Il bambino si trovava nell’abitazione di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso, affidato alle cure della babysitter. Al momento della tragedia, la 21enne era l’unica adulta presente in casa. Per questo è stata iscritta nel registro degli indagati, un passaggio previsto come atto dovuto nelle indagini. Nell’abitazione c’era anche la sorella di 13 anni del piccolo. Secondo quanto ricostruito finora sulla base del racconto della giovane, dopo aver messo a dormire il bambino insieme alla sorella, la babysitter si sarebbe spostata in un’altra stanza. Poco dopo sarebbe tornata a controllarlo, accorgendosi che non respirava più. A quel punto ha chiamato il 118 e, seguendo le indicazioni dei soccorritori, ha cercato di rianimarlo. La ragazza, che sta seguendo studi infermieristici, avrebbe messo a disposizione anche le competenze acquisite durante la formazione.

L’ipotesi della «morte bianca»

Ora saranno gli accertamenti medico-legali a stabilire che cosa sia accaduto. Tra le ipotesi considerate al momento c’è quella della cosiddetta «morte bianca», cioè un decesso improvviso e apparentemente inspiegabile durante il sonno. Sarà però l’autopsia a chiarire le cause della morte e a stabilire se si sia trattato effettivamente di un evento imprevedibile e inevitabile.

L’avvocata della babysitter: «È sconvolta»

«È una grandissima tragedia in primis per la famiglia, ma anche per la ragazza che stava facendo la babysitter. Mi auguro che l’autopsia possa confermare che si tratta di una morte bianca. Quando ero giovane ho fatto anche io da babysitter a tanti bimbi, posso immaginare che cosa stia provando questa ragazza», ha dichiarato Lisa Caldato, legale della babysitter. «I familiari conoscono la ragazza da quando è nata, c’è un rapporto di amicizia fortissimo. Lei è sconvolta. Racconta di non riuscire a spiegare che cosa sia successo, di essere entrata nella cameretta, averlo visto blu e aver cercato di rianimarlo anche in virtù delle sue competenze: sta diventando infermiera, sta per laurearsi. Racconta che poco prima lo aveva sentito piangere, che era ancora vivo», ha aggiunto.

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