Ultime notizie CarovitaDelitto di GarlascoGiorgia MeloniIsraeleJannik Sinner
CULTURA & SPETTACOLOItaliaLibriPiemonteSocial mediaTorino

Lascia il manoscritto in una cesta fuori da Einaudi e scappa. Chi è l'”Autore del XXI secolo” che ha stregato l’editore (e fatto infuriare i colleghi)

04 Ottobre 2026 - 21:51 Michela De Marchi Giusto
Il caso del libro pubblicato da Einaudi
L'autore è un giovane insegnante (forse torinese) che per un decennio non è riuscito a farsi pubblicare. Poi l'astuzia, il video sui social e il libro lasciato davanti alla sede della casa editrice. «L'anonimato? Mi serve per salvaguardare la qualità di ciò che scrivo e restare libero»
Google Preferred Site

L’anonimato può innescare nel pubblico un senso di curiosità e rendere un prodotto famoso, senza che sia attribuito a un volto. È successo con il romanzo Abbiatene cura, pubblicato nella collana Unici da Einaudi e donato da un autore anonimo. Una storia che è iniziata un anno fa e che oggi è diventata un caso mediatico letterario con un giovane insegnante che rifiuta la notorietà per poter preservare la qualità del suo operato.

Cos’è successo davanti alla sede di Einaudi

Il 27 novembre 2025 lo scrittore aveva pubblicato un video su Instagram, in cui mostrava l’offerta data alla casa editrice. Nel filmato, arrivava in via Biancamano a Torino e posava davanti all’ingresso di Einaudi una cesta con dentro il libro e un biglietto: «Abbiatene cura. Autore del XXI secolo». Dopo aver suonato, era scappato senza lasciare sue tracce. Inizialmente nessuno aveva prestato molta attenzione a quel post, ma dopo quasi un anno il profilo della casa editrice ha ripubblicato il video, ottenendo migliaia di like e attirando l’attenzione attorno a quella vicenda editoriale. L’Autore del XXI secolo ha scelto di non rivelare la propria identità e comunica con video a volto coperto oppure con mail a un indirizzo creato appositamente per il romanzo. Nessun numero di telefono o incontri dal vivo.

Il progetto dell’Autore del XXI secolo

Sui social ha commentato: «L’anonimato si porta dietro l’idea di ammiccamento, furberia, inganno, ma siamo sicuri che tutto questo abbia a che fare con la sincerità?». Il quotidiano La Stampa è entrato in contatto con lui con uno scambio di mail, scoprendo che è un giovane insegnante. Rimane incerta ancora la sua origine, anche se probabilmente è torinese. «Dietro l’Autore del XXI secolo non c’è nessuno, c’è qualcuno dentro», afferma lo scrittore al quotidiano. Poi spiega brevemente la sua storia: dopo essere stato rifiutato dalle case editrici per 10 anni e aver scritto 3 libri, per Abbiatene cura ha voluto puntare sull’astuzia, sfruttando il meccanismo dell’anonimato. «Questa volta ho usato mani e idee per promuovere il mio progetto. Avevo il romanzo e l’ho messo su un piatto».

Il romanzo e la reazione degli altri scrittori

L’Autore del XXI secolo racconta la storia di un trentenne che vive con il gatto Apollinaire in un mondo artificiale. Immerso in questa tecnologia, il protagonista vive un senso di solitudine, dato anche dall’assenza dell’ex fidanzata, in una Torino dei primi anni Duemila. Abbiatene cura è quindi un viaggio nella mente del ragazzo, in cui il lettore scopre i suoi pensieri, ossessioni e disgressioni. Einaudi ha accettato il dono letterario «per la sua forza d’urto: è perturbante, intelligente, spietato», inserendolo nella collana dedicata agli autori esordienti. Ma dando una possibilità al giovane insegnante, la casa editrice ha suscitato anche l’ira di altri scrittori, a cui invece è stato rifiutato il romanzo. «Ora inveiscono contro la società della performance – spiega l’editor di Einaudi Dalia Oggero -. Ma il fatto è che il primo a denunciare la società della performance, e a farlo con i suoi stessi mezzi, è proprio l’Autore del XXI secolo».

Perché la scelta dell’anonimato

Scegliendo una via provocatoria, lo scrittore non ha puntato al marketing, ma a sfidare un mondo in cui spesso è difficile entrare. Ma soprattutto la scelta arriva da una constatazione. «Quando il progetto si è delineato, ho capito subito che, se fossi riuscito a pubblicare il mio libro, quel libro sarebbe entrato nella mia vita. – dice alla Stampa – E avrebbe peggiorato la mia scrittura, perché mi avrebbe dato qualcosa da difendere». L’Autore del XXI secolo è perciò giunto a una decisione: l’anonimato per salvaguardare la qualità dei suoi romanzi. «Non è facile da sostenere in un mondo che usa l’autore come richiamo: presentazioni, festival, che espongono i corpi più che le opere. Ho scelto di farne a meno».

Il monito ai lettori: abbiatene cura

Lo scrittore, seppur senza identità, parla al suo pubblico. Con dei video sui social, registrati a volto coperto, afferma: «Quello che temo di perdere non è un segreto, è la libertà sulla pagina: la possibilità di creare, e di distruggere». Una paura che lo porta ad allontanarsi dai riflettori. «Un detersivo lo compriamo e lo giudichiamo per come lava. Io voglio essere comprato e giudicato per come scrivo». Nel libro autore e lettori spiano nella testa di un ragazzo e «lì dentro il personaggio è profondo almeno quanto è superficiale, come tutti noi», il giovane insegnante chiede quindi benevolenza e porge una domanda «e se qualcuno leggesse nella tua mente? Abbine cura».

leggi anche