A Pippo Baudo intitolano uno studio Rai, la figlia Tiziana non ci va: «Ci vuole coerenza». Polemica dopo la battaglia di Fiorello e Arbore – Il video
L’assenza alla cerimonia non è stata una svista. Tiziana Baudo, figlia di Pippo, lo chiarisce parlando con l’Ansa a poche ore dalla prima diretta di Rai1 dal nuovo studio dedicato al padre, inaugurato con il debutto stagionale di Ballando con le stelle. «Non ho partecipato all’inaugurazione dello studio di Saxa Rubra per una scelta precisa e coerente. Non certo per una dimenticanza, né per mancanza di rispetto», spiega. Il riconoscimento da parte della Rai, aggiunge, è giusto: «Trovo certamente doveroso che la Rai abbia deciso di ricordare mio padre. Ma credo anche che gli omaggi abbiano un senso quando sono coerenti con la storia che intendono celebrare». Giovedì scorso, alla cerimonia organizzata dai vertici dell’azienda, mancava anche il fratello Alessandro Baudo.
Il nodo del Teatro delle Vittorie e la replica di Giampaolo Rossi
A margine dell’evento, l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi aveva collegato apertamente il nuovo studio alla vicenda della vendita del Teatro delle Vittorie: «Colgo l’occasione per fare un cenno anche sulle polemiche del passato attorno al Teatro delle Vittorie e alla sua vendita: la risposta alla cessione di locali e spazi non più considerati utili per l’azienda è esattamente questa realizzazione». Una lettura che la figlia del conduttore non condivide. «Mio padre si batté personalmente perché il Teatro delle Vittorie non diventasse un supermercato e perché la Rai lo acquistasse», ricorda. Quel palco, prosegue, è diventato uno dei simboli della sua carriera e di una stagione televisiva che non tornerà, oltre che il luogo dell’ultimo saluto. Da qui la sua perplessità: «Faccio fatica a comprendere come si possa pensare di dismettere proprio quel luogo e, contemporaneamente, ritenere che l’intitolazione di uno studio a Saxa Rubra possa rappresentare un riconoscimento equivalente e realmente all’altezza della sua storia».
Arbore, Fiorello e il ministro Giuli contro la vendita
Nei mesi passati la cessione del teatro, che ha ospitato i grandi varietà della Rai con Baudo, Mina, Raffaella Carrà, Mike Bongiorno, Corrado e lo stesso Fiorello, aveva già acceso la protesta di Renzo Arbore e di Fiorello. Quest’ultimo era arrivato a definire la vendita «un crimine contro lo spettacolo italiano». Anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli si era esposto, promettendo di fare «tutto il possibile», e Fiorello aveva letto in diretta su Radio2, durante la Pennicanza, il messaggio ricevuto dal ministro: «Siamo poveri, ma ce la mettiamo tutta e vediamo come va a finire». Rossi, all’epoca, aveva assicurato che «il Teatro delle Vittorie non può diventare un supermercato» e che la Rai avrebbe dato «la massima disponibilità, nel caso in cui le istituzioni volessero fare un progetto museale, a fornire i contenuti necessari».
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«Le targhe sono importanti, ma la memoria non si tutela soltanto con le targhe»
Per Tiziana Baudo il punto è come si custodisce l’eredità del padre. «Le targhe sono importanti, ma la memoria non si tutela soltanto con le targhe. Si tutela anche preservando i luoghi, la storia e ciò che quei luoghi rappresentano», afferma. Essere presente, spiega, avrebbe voluto dire avallare un’operazione che «rischia di apparire più come un gesto formale e compensativo che come un autentico riconoscimento», e lei ha scelto di non prestarsi «a questa rappresentazione». Riservata e attenta a ogni parola, respinge l’idea di aver voluto alimentare uno scontro: «Non ho voluto fare polemica: ho semplicemente scelto la coerenza». Un valore, conclude, che il padre considerava irrinunciabile e che aveva reso uno dei pilastri della sua vita privata e professionale.

