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Sigfrido Ranucci sospeso dalla Rai, lo stop per 10 giorni prima della sentenza sullo stop a Report: le motivazioni

05 Ottobre 2026 - 17:32 Antonia Verderosa
sigfrido ranucci
La decisione di viale Mazzini. Alla base della decisioni ci sarebbero quattro contestazioni disciplinari
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La Rai ha sospeso Sigfrido Ranucci per dieci giorni. Alla base della decisione ci sarebbero quattro contestazioni disciplinari: una cinquantina di ingressi di Laura Cianfoni, già sindacalista Cisl, nella sede aziendale, i contenuti della conversazione con il parlamentare M5s Dario Carotenuto, le mail aziendali inoltrate a Valter Lavitola e la denigrazione di colleghi, in particolare Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, indicati in un primo momento per succedere al giornalista alla guida della trasmissione di inchiesta. Secondo quanto riferito da Il Fatto quotidiano, che ha dato per primo la notizia, l’azienda non avrebbe precisato le date in cui il provvedimento diventerà effettivo. La sanzione arriva mentre resta aperto il contenzioso sulla rimozione del giornalista dalla conduzione di Report.

Lo scontro tra Ranucci e la Rai

Lo scontro tra l’ex conduttore della trasmissione di Rai 3 ha inizio durante l’estate. Il 10 luglio la Direzione Approfondimento aveva sospeso cautelativamente le repliche estive di Report, in attesa che venissero chiariti i rapporti di Ranucci con Valter Lavitola, indagato dalla Procura di Roma come possibile mandante dell’attentato di ottobre 2025.

Il 28 agosto la Rai annuncia che dalla nuova stagione la conduzione del programma sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi al posto di Ranucci. Il giornalista contesta immediatamente la decisione e, attraverso i suoi legali, ne mette in discussione la legittimità.

Il 15 settembre Ranucci porta il caso davanti al Tribunale del Lavoro di Roma, chiedendo in via d’urgenza di essere reintegrato come autore e conduttore di Report prima dell’inizio della nuova stagione, prevista per l’8 novembre. Nel ricorso chiede anche di bloccare la procedura con cui la Rai intende ricollocarlo in uno dei tre incarichi alternativi: un incarico a RaiNews, uno al Tg3 oppure la corrispondenza dal Cairo.

Il giorno successivo la Rai invia a Ranucci una lettera di contestazione disciplinare sulla base di una relazione del Comitato etica relativa ai rapporti con Lavitola. Secondo l’azienda sarebbero emersi possibili profili di violazione delle norme interne. L’azienda ha sempre sostenuto che questo procedimento fosse distinto dalla decisione sulla conduzione di Report. Sul reintegro deve ancora pronunciarsi il Tribunale del lavoro.

L’augurio di Paolo Corsini: «Spero non sia reintegrato»

Poche ore prima era intervenuto sul caso il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini. Alla domanda sulla possibilità che il Tribunale del lavoro di Roma disponga il reintegro di Ranucci alla guida di Report, Corsini ha risposto: «Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia». E ha aggiunto: «Io quello che dovevo fare l’ho fatto. Stiamo lavorando serenamente, pensiamo di essere nel giusto e di avere fatto tutto correttamente». Le dichiarazioni sono state rilasciate a Milano, a margine della presentazione del programma 2 di picche.

L’attacco del Movimento 5 Stelle a Corsini

Le parole di Corsini hanno provocato la reazione degli esponenti del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai. «Corsini ha giurato fedeltà alla causa. Lo ha ammesso lui stesso: è un militante di Fratelli d’Italia», affermano i parlamentari pentastellati. «Ma questo non gli consente di augurarsi pubblicamente che Sigfrido Ranucci non venga reintegrato alla guida di Report. La sua è una sfrontatezza che travalica ogni limite».

Il M5S collega le dichiarazioni di Corsini anche alle parole pronunciate nelle scorse settimane dal presidente del Senato Ignazio La Russa. Secondo i parlamentari pentastellati, quella del direttore dell’Approfondimento sarebbe «un’uscita del genere, in scia a ciò che ha detto nelle settimane scorse Ignazio La Russa», indegna di «qualsiasi ruolo che richieda un minimo di imparzialità». «Ormai a TeleMeloni vige una totale, sfacciata impunità», aggiungono. I parlamentari M5S accusano inoltre il direttore di attaccare Ranucci mentre presenta «l’ennesimo mega-flop della stagione», con un riferimento al nuovo programma di Tommaso Cerno. Infine la richiesta alla Rai: «Anche questa sarebbe una questione da sottoporre al comitato etico, o le regole valgono solo quando si tratta di fare fuori Ranucci?».

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