Il Fatto, Giorgia Meloni e i licenziamenti Ericsson: «Soltanto trasformati in esodi»
«Siamo lieti che l’azienda abbia accolto la richiesta del presidente del Consiglio, annunciando al tavolo convocato al Mimit il ritiro dei licenziamenti e l’attivazione di procedure consensuali, con esodi incentivati e volontari». È stato il ministro delle Imprese Adolfo Urso a spiegare precisamente cos’è successo ieri tra Giorgia Meloni ed Ericsson a proposito della procedura di licenziamento collettivo di 131 lavoratrici e lavoratori della sede di Genova. Ieri una fonte di Palazzo Chigi aveva fatto sapere che l’azienda aveva «ritirato la procedura». Ma, spiega oggi Il Fatto Quotidiano, mancava una parte della storia.
I licenziamenti trasformati in esodo
Ericsson aveva spedito lettere di licenziamento al 40% della forza lavoro assunta a Genova. Il governo aveva ovviamente convocato l’azienda per l’incontro poi tenutosi ieri. Ma prima la premier «è intervenuta personalmente, telefonando all’amministratore delegato di Ericsson, Andrea Missori». Si passa però dai licenziamenti a esodi incentivati. E a proposte di reimpiego in altre sedi del gruppo, anche all’estero. Alla fine, spiega il quotidiano, Ericsson avrà i suoi 130 lavoratori in meno in Italia, pagando qualcosa, ma avendo un bel favore da riscuotere a Palazzo Chigi e usando cassa integrazione, cioè soldi pubblici.

