Caro carburanti, Eni abbassa di nuovo il diesel. Meloni in pressing per tornare al price cap: l’ipotesi di nuovi sconti sulle accise
Il governo tiene aperta la possibilità di intervenire di nuovo sulle accise dei carburanti. A disposizione ci sono circa 170 milioni di euro di extragettito Iva maturati a settembre, che potrebbero essere utilizzati attraverso il meccanismo dell’accisa mobile. Ma Palazzo Chigi non ha ancora deciso se impiegarli subito oppure conservarli per le prossime settimane. Prima però, la premier spera che siano le compagnie petrolifere a tornare sui propri passi e riportare le tariffe ai livelli precedenti alla fine degli sconti.
«Noi siamo sempre pronti a intervenire di nuovo, particolarmente con il meccanismo delle accise mobili», ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del vertice Med9 di Spalato. «Al mese di settembre abbiamo circa 170 milioni che possono essere spesi per questo obiettivo». Il punto, secondo la premier, è scegliere il momento in cui utilizzarli. «Ci stiamo interrogando se sia più efficace spenderli in questo momento, in cui comunque ci sono misure di contenimento, o tenerli come provvista quando dovessero terminare quelle misure». Una decisione legata anche all’andamento dei tetti introdotti dalle compagnie petrolifere: «Vediamo cosa accade nelle prossime ore. Spero che nelle prossime ore si possa ripristinare pienamente il price cap, poi la valutazione andrà fatta a valle».
Salvini: «Resta al vaglio la proroga della riduzione delle accise»
Che un nuovo intervento sia ancora sul tavolo lo ha confermato anche Matteo Salvini. Durante il question time alla Camera, il ministro delle Infrastrutture ha spiegato che «resta comunque al vaglio la possibilità di prorogare le misure di riduzione delle accise». Anche il segretario della Lega indica come possibile copertura le maggiori entrate incassate dallo Stato grazie all’aumento dei prezzi: il provvedimento potrebbe essere finanziato «mediante l’utilizzo dell’extragettito Iva stimato per il mese di settembre 2026», attraverso un decreto del ministero dell’Economia di concerto con quello dell’Ambiente.
Ti potrebbe interessare
Il meccanismo delle cosiddette accise mobili permette di utilizzare l’extragettito Iva generato dall’aumento dei carburanti per finanziare una riduzione temporanea dell’accisa. È lo strumento già utilizzato dal governo nei mesi scorsi per contenere gli aumenti alla pompa.
Eni abbassa il diesel a 2,21 euro
Proprio oggi Eni ha annunciato di aver ridotto di quattro centesimi il prezzo consigliato del gasolio ai distributori del marchio, portandolo a 2,21 euro al litro, come confermano i dati elaborati da Staffetta Quotidiana. Il ribasso arriverebbe «probabilmente anche sulla scia del nuovo tonfo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati» e avrebbe quindi natura commerciale. È un parziale dietrofront rispetto a quanto accaduto appena un giorno prima. Con la fine del beneficio fiscale sulle accise, Eni aveva alzato il price cap sul diesel da 2,19 a 2,25 euro al litro.

