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Peste in Siberia, gli Usa chiedono «chiarezza» alla Russia. La morte della ricercatrice e i casi di polmonite

07 Ottobre 2026 - 04:51 Alessandro D’Amato
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Trump: presto una telefonata con Putin. IL Rospotrebnadzor: niente malattie infettive in zona. La morte della ricercatrice per una polmonite a eziologia sconosciuta e i casi di Covid-19 e rinovirus tra i colleghi
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Gli Stati Uniti chiedono alla Russia chiarezza sulla morte di Darya Shipilova. In una nota ufficiale, conosciuta come démarche, il Dipartimento di Stato ha esortato Mosca ad adempiere agli obblighi internazionali di comunicazione in ambito sanitario. Avvertendo che la mancata divulgazione di dettagli sulla morte di una ricercatrice viola gli obblighi internazionali in materia sanitaria. Intanto il presidente Usa Donald Trump annuncia una telefonata a breve con Vladimir Putin sull’argomento: «Finora siamo impegnati in discussioni molto approfondite. Probabilmente saremo in grado di riferire qualcosa domani», cioè oggi 7 ottobre.

La Russia, gli Usa e la peste

Intanto l’ambasciata americana a Mosca ha sconsigliato ai cittadini Usa di viaggiare nel paese. L’autorità sanitaria russa ha fatto sapere che non sono stati rilevati casi di peste tra le persone entrate in contatto con Shipilova. La 28enne è morta a causa di una polmonite a eziologia sconosciuta, ovvero di causa ignota. Il Rospotrebnadzor, l’ente di controllo sanitario, ha comunicato in una nota che negli ultimi dieci giorni non sono state segnalate malattie infettive tra il personale dello stesso istituto di ricerca sulla peste a Irkutsk. Mentre gli esami non hanno rilevato nel corpo della donna microrganismi riconducibili alla sua attività lavorativa.

Il Rospotrebnadzor

«È stata immediatamente predisposta e attuata integralmente una serie completa di misure anti-epidemiche, in conformità con la normativa di sanità pubblica», ha dichiarato l’ente. «Tra queste figuravano l’individuazione della più ampia cerchia possibile di persone entrate in contatto con la paziente e il loro ricovero in ospedale sotto osservazione medica, con esami di laboratorio quotidiani». I risultati hanno evidenziato due casi di Covid-19 e due di infezione da rinovirus. Elena Sofina, vice capo dell’amministrazione del distretto di Shelekhov (vicino a Irkutsk), dove un ospedale locale era stato posto in quarantena, ha dichiarato che quella definita una «diagnosi pericolosa» non è stata confermata. Ha inoltre reso noto che il 60% delle persone poste in quarantena a titolo precauzionale è già stato dimesso. Secondo i media locali, in precedenza erano state messe in quarantena circa 200 persone.

A Irkutsk

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che spetta a Mosca fornire maggiori informazioni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso noto che la Russia aveva comunicato l’assenza di casi di peste nella città di Irkutsk. Nella cittadina di Shelekhov, dove la tecnica di laboratorio sarebbe deceduta in ospedale, gli abitanti hanno riferito che la loro vita quotidiana non ha subito particolari sconvolgimenti, sebbene alcune persone nei negozi avessero inizialmente indossato mascherine chirurgiche a scopo precauzionale. Una residente, che ha fornito solo il nome di Anna, ha descritto a Reuters una situazione tranquilla, spiegando che la popolazione era preparata all’introduzione di restrizioni, ma che la vita è proseguita sostanzialmente come di consueto.

La peste in Siberia

Il 2 ottobre una ricercatrice di un istituto siberiano specializzato nello studio della peste è deceduta in circostanze non rese note dopo aver contratto una malattia. L’evento ha spinto le autorità a mettere in quarantena circa 200 persone. I media russi hanno identificato la vittima come Darya Shipilova, una ricercatrice ventottenne dell’Istituto di ricerca anti-peste di Irkutsk (Siberia e Estremo Oriente).

La provetta

Le autorità hanno dichiarato che la donna è morta a causa di una polmonite di origine sconosciuta, ma che, a titolo precauzionale, hanno posto in quarantena tutte le persone entrate in contatto con lei. Sui social media sono circolate diverse ipotesi, non confermate, sulle modalità del contagio. Secondo una versione, la donna avrebbe fatto cadere una provetta contenente batteri vivi durante il lavoro (ipotesi smentita dall’autorità sanitaria russa). Un’altra versione sosteneva che si fosse ammalata dopo un viaggio in Thailandia. Una terza indicava come causa una visita in una zona vicino al confine con la Mongolia.

Cos’è la peste e come si cura

La peste circola principalmente tra piccoli animali e pulci. Causata dal batterio Yersinia pestis, può infettare anche l’uomo. Tra le epidemie storiche figura la “Morte Nera”, che nel XIV secolo causò oltre 50 milioni di vittime in Europa. Si trasmette tra animali ed esseri umani attraverso il morso di pulci infette, l’inalazione di particelle respiratorie infette e — raramente — l’ingestione di materiale infettivo. Il tasso di mortalità della malattia è compreso tra il 30% e il 100% se non trattata. Se diagnosticata tempestivamente, la peste può essere curata con antibiotici.

La malattia è endemica in molti paesi africani, nell’ex Unione Sovietica, nelle Americhe e in Asia. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la maggior parte dei casi umani registrati negli ultimi sei anni provengono dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Madagascar. La peste è endemica in Siberia — luogo in cui si verificò la prima epidemia preistorica nota tra gli esseri umani — poiché il batterio Yersinia pestis è presente tra i piccoli mammiferi selvatici e le loro pulci.

Le tre forme

La peste si manifesta in tre forme che colpiscono diverse parti del corpo. Quella polmonare, la forma più virulenta e meno comune, è un’infezione dei polmoni che porta i pazienti a espellere, attraverso la tosse, goccioline infettive trasmesse per via aerea. Quella bubbonica è la forma più comune; si manifesta principalmente quando una pulce infetta morde una persona e provoca l’ingrossamento dei linfonodi, i cosiddetti “bubboni”. La peste setticemica, che non si trasmette da persona a persona, insorge quando i batteri della peste si moltiplicano nel sangue. Una forma di peste può evolvere in un’altra. Le persone infette manifestano solitamente sintomi simil-influenzali dopo un periodo di incubazione compreso tra uno e sette giorni: febbre, brividi, mal di testa, dolori diffusi, debolezza, vomito e nausea.

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