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Sabbia e conchiglie come souvenir della Sardegna: 250 chili sequestrati negli aeroporti. L’Agenzia delle dogane: «Serve una campagna di informazione»

09 Ottobre 2026 - 13:49 Michela De Marchi Giusto
I controlli alle dogane
Ai controlli vengono fermati il 75% dei cittadini stranieri. Per l'Adm necessario «rafforzare prevenzione, controlli e sensibilizzazione»
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Chi cerca di portarsi a casa un ricordo della Sardegna sotto forma di sabbia, ciottoli o conchiglie rischia di vederselo sequestrato prima dell’imbarco. Lo conferma il bilancio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm), che tra gennaio e settembre 2026 ha recuperato nei controlli negli scali dell’isola più di 250 chili di materiale prelevato dagli arenili.

Tre stranieri su quattro fermati alle dogane

Il confronto con il 2025 mostra numeri sostanzialmente in linea, con circa 300 chili in dodici mesi. Nel 2026 si è arrivati a 250 chili, numero che aumenterà contando anche i sequestri da ottobre a dicembre. Ai controlli vengono fermati il 75% dei cittadini stranieri, quindi tre su quattro: per l’Adm è la prova che le verifiche da sole non bastano e che bisogna affiancarle a una campagna costante di informazione rivolta a chi visita la Sardegna.

Cosa si deve fare secondo l’Adm Sardegna

A commentare i risultati è il direttore regionale dell’Adm Sardegna, Gianluigi D’Urso. «I dati registrati nei primi nove mesi dell’anno confermano l’efficacia dell’attività di controllo svolta negli scali sardi, anche grazie alla costante sinergia con gli altri enti operanti nelle aree portuali e aeroportuali», ovvero Guardia di Finanza, Polizia di Frontiera e organi di security. Il fenomeno, però, resta ampio. Secondo D’Urso è «richiede una riflessione condivisa con gli altri enti di controllo e con la Regione Sardegna sulle modalità più efficaci per contrastarlo», tenendo conto proprio del peso dei turisti stranieri tra i casi accertati. L’obiettivo è di «rafforzare in modo coordinato l’intera filiera, dalla prevenzione ai controlli fino alla sensibilizzazione» termina D’Urso.

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