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Un selfie sui social fa scoprire una pianta quasi estinta: l’incredibile storia della Victoria colombiana

10 Ottobre 2026 - 22:26 Costanza Saporito
ninfea gigante individuata in Colombia
La pianta ha foglie che possono raggiungere i 2 metri di diametro ed è visibile perfino dallo spazio
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Da un banale scatto intercettato sui social a una folle corsa in barca all’una di notte, nel cuore della foresta pluviale colombiana. Sembra la trama di un film d’avventura, e invece è la cronaca di una scoperta botanica senza precedenti. È con questa vera e propria caccia al tesoro che Carlos Magdalena, ricercatore dei Royal Botanic Gardens di Kew a Londra, ha scovato la Victoria colombiana, una nuova e titanica specie di ninfea gigante. I numeri della pianta sono da record. Le sue foglie raggiungono i due metri di diametro, una mole tale da renderla individuabile persino dalle immagini satellitari dallo spazio. I dettagli dell’incredibile spedizione notturna sono stati affidati dallo stesso Magdalena al sito dell’istituto londinese, poi ripreso sulle pagine della rivista scientifica Phytotaxa.

L’avvistamento della ninfea gigante su un post Instagram

Tutto comincia nel 2021, quando l’orticoltore si imbatte in alcuni selfie pubblicati da Jeremiah Harris, gestore di un vivaio di piante carnivore negli Stati Uniti, che lo ritraggono mentre fa il bagno in uno stagno nella regione di Inírida, in Colombia, sullo sfondo delle ninfee molto grandi. Sapendo che l’area di distribuzione naturale della Victoria amazonica (la specie più comune e conosciuta del genere) non si estende fino a quel fiume, ipotizza che possa trattarsi di una specie sconosciuta. Studia quindi le immagini satellitari finché non individua la pianta apparsa nei post di Harris, contatta diversi esperti colombiani e organizza una missione sul posto, che richiede ben due anni di preparazione.

La spedizione nella foresta pluviale colombiana

Quando finalmente si concretizza, la spedizione di 5 giorni nella foresta allagata a causa di un’intensa stagione delle piogge, si rivela più ardua del previsto. I ricercatori riescono a trovare solo due esemplari di ninfee non in fiore, mentre per distinguere le specie ai botanici ne serve uno fiorito. Tra i membri del team serpeggia lo sconforto, ma a meno di 10 ore dal volo di ritorno per Bogotá la svolta arriva improvvisa grazie al barcaiolo, Melo, appartenente alla comunità indigena Tucano, che rivela di sapere dove cercarne altri. All’una di notte, nel buio più totale, la squadra parte affidandosi totalmente al suo istinto. Poco prima dell’alba raggiunge un piccolo lago nel cuore della giungla, dove scopre una seconda popolazione di 5 esemplari di Victoria colombiana, uno dei quali in fiore.

Le dichiarazioni di Carlos Magdalena

Per Magdalena è «la conferma che la natura continua a sorprenderci», nonché «una di quelle storie straordinarie in cui i saperi indigeni e le competenze orticole, uniti all’aiuto dei social media e della tecnologia, hanno permesso di portare alla luce una scoperta botanica eccezionale». Il prossimo passo è la conservazione: «Ora che sappiamo che questa ninfea esiste, abbiamo la responsabilità di comprenderla meglio e proteggerla. Con così tante specie selvatiche a rischio estinzione, non possiamo più aspettare per agire».

Perché esplorare e comprendere il mondo naturale è fondamentale

Dello stesso avviso Maarten Christenhusz, tassonomo vegetale, storico dell’orticoltura e ricercatore associato onorario presso la stessa istituzione: «Nuove specie vengono scoperte continuamente, ma poche sono imponenti ed emblematiche come questa. Questa nuova ninfea gigante è persino visibile dallo spazio: un promemoria di quanto ancora ci sfugga della vita sul nostro pianeta. Possiamo tutelare solo ciò che conosciamo, e scoperte simili dimostrano perché esplorare e comprendere il mondo naturale sia fondamentale».

Foto: Royal Botanic Gardens, Kew

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