Neonato abbandonato, la testimone: «Un uomo mi ha chiesto se fosse vivo o morto». Bertolaso: «Vorrei chiamarlo Leone come il Papa» – Il video
«Mi ha chiesto se il bambino fosse vivo o morto. Gli ho risposto che era vivo e lui se n’è andato». È il racconto di una donna intervenuta a Dentro la notizia sul caso del neonato abbandonato in un sacchetto della spesa a Cinisello Balsamo, nel Milanese, lunedì 12 ottobre. La testimone ha riferito di essere stata avvicinata da un uomo mentre si allontanava dal luogo del ritrovamento. «Parlava male l’italiano, sembrava peruviano», ha aggiunto. Non è chiaro chi fosse l’uomo né se avesse qualche legame con il bambino. Intanto il piccolo, ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano, è in condizioni stabili. L’assessore lombardo al Welfare, Guido Bertolaso, ha proposto di chiamarlo Leone, come Papa Leone XIV.
Il racconto della testimone: «Mi ha chiesto se il bambino fosse vivo o morto»
«Quando mi sono avvicinata ho visto l’ambulanza, gli stracci e un sacchetto con dentro la placenta. Il bambino era già sull’ambulanza e l’infermiera ha detto: “Lo portiamo d’urgenza al Niguarda”», ha raccontato la donna durante la trasmissione. Poi l’incontro con uno sconosciuto: «Mi ha chiesto: “Ma il bambino è vivo o morto?”. Gli ho risposto: “Vivo”. E lui se n’è andato». La testimone lo ha descritto come un uomo che parlava poco italiano e che, a suo giudizio, sembrava peruviano.
Ti potrebbe interessare
Il ritrovamento del neonato in un sacchetto a Cinisello Balsamo
Il bambino è stato trovato intorno alle 16.15 di lunedì 12 ottobre in via Monte Ortigara, all’angolo con via Pasubio, a Cinisello Balsamo. A dare l’allarme è stata una donna che stava portando a passeggio il cane e ha sentito dei vagiti provenire da un sacchetto lasciato a terra. All’interno c’era il neonato, avvolto in un piccolo telo.
Il piccolo, del peso di circa quattro chili, sarebbe nato non più di due ore prima del ritrovamento. Aveva il cordone ombelicale strappato e la placenta si trovava nel sacchetto. I soccorritori del 118 lo hanno trasportato in codice rosso al Niguarda, dove i medici hanno riscontrato una lieve ipotermia e gli hanno fornito un supporto respiratorio.
Bertolaso: «Vorremmo chiamarlo Leone, come il Papa»
Le condizioni del bambino sono migliorate. «Dopo una fase iniziale di incertezza, possiamo dire che complessivamente sta bene e respira autonomamente», ha spiegato Guido Bertolaso, che martedì 13 ottobre ha fatto visita al piccolo nella Terapia intensiva neonatale del Niguarda. «È assistito con grande amore dal personale dell’ospedale. Ora aspettiamo che inizi a succhiare il latte, speriamo che accada nelle prossime ore».
Insieme ai medici e agli infermieri, l’assessore ha proposto di chiamarlo Leone, come Papa Leone XIV, ricoverato al Policlinico Gemelli per un intervento al polmone. «È un nome che vuole essere innanzitutto un augurio di pronta ripresa per il Santo Padre, ma anche un auspicio per questo bambino. Ha già affrontato una situazione estremamente difficile e ha dimostrato di reagire. Gli auguriamo di trovare la forza e il coraggio necessari per affrontare le sfide che lo attendono e di poter crescere circondato dall’affetto e dalla cura di cui ogni bambino ha bisogno», ha spiegato Bertolaso.
Le indagini per trovare la madre del bambino
La polizia sta cercando di risalire all‘identità della madre. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona, ma quelle esaminate finora non avrebbero ripreso il momento dell’abbandono. Le ricerche si concentrano su Cinisello Balsamo e sui comuni vicini. Sono in corso anche verifiche sugli accessi ai pronto soccorso lombardi per individuare eventuali donne che si siano presentate con sintomi riconducibili a un parto recente.

