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Giorgia Meloni non ne può più di gabbiani e piccioni a Palazzo Chigi. Acquistato un sistema elettromagnetico per tenerli lontani da lei

21 Ottobre 2026 - 13:17 Fosca Bincher
Giorgia Meloni combatte gli uccelli, immagine rielaborata con l'AI
Spesi 18.820 euro da una ditta di Milano che ha installato un campo elettromagnetico. I due precedenti sistemi di difesa fatti installare dalla Boldrini alla Camera dei deputati infestata dal guano dei volatili
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Giorgia Meloni non ne poteva più di gabbiani e piccioni che infestavano il cortile di onore di Palazzo Chigi rendendo pericoloso con il loro guano anche lo scalone d’onore della presidenza del Consiglio. Ormai i volatili erano diventati un incubo, e la premier talvolta deve essersi sentita come la protagonista di «Gli uccelli», il film di Alfred Hitchcock nella drammatica scena finale. Così i collaboratori della presidente del Consiglio sono corsi ai ripari, aprendo il portafoglio e acquistando una soluzione “ecologica” per tenere lontani dal governo i volatili senza fare una strage.

La soluzione anti uccelli pagata 18.820 euro

I collaboratori della Meloni hanno bussato alla porta della ditta Ekonore srl di Milano (in via Paleocapa 1, a fianco della storica sede di Fininvest-Mediaset), azienda che è specializzata in disinfestazioni di ogni tipo. Con la Ekonore è stato firmato un contratto valido fino al 31 dicembre 2027 del valore di 18.220 euro più Iva «relativo a tutti i servizi necessari alla installazione di un sistema elettromagnetico di dissuasori per volatili da installare presso lo scalone di Palazzo Chigi, anche al fine di garantire le condizioni igieniche del vano scala dal guano». Il valore dell’impianto elettromagnetico è di 17.500 euro a cui si aggiunge il costo della assistenza tecnica del montaggio.

Le auto dei deputati infestate dal guano nel parcheggio di Montecitorio

Un campo elettromagnetico che fa venire le vertigini ai volatili

L’impianto che verrà installato serve a creare dentro Palazzo Chigi una sorta di campo elettromagnetico in grado di fare perdere l’orientamento a tutti gli uccelli, che nelle vicinanze avrebbero un senso di vertigine talmente forte da rendere impossibile il loro atterraggio nel cortile del governo italiano, costringendoli a volare altrove. Il sistema si chiama appunto «Fly away» e secondo la Ekonore che l’ha lanciato rappresenterebbe «il futuro del bird control». Probabilmente funziona anche con gli storni che in questo periodo dell’anno prendono d’assalto le grandi città italiane causando non pochi problemi alla circolazione.

La pubblicità della azienda scelta dalla Meloni

Le antiche lotte di Laura Boldrini con il guano degli storni sopra le auto dei deputati

Prima della Meloni l’incubo uccelli sui palazzi della politica era stato vissuto da Laura Boldrini quando era presidente della Camera dei deputati. Il dramma era scoppiato quando molti deputati trovarono le loro auto completamente coperte di guano all’interno del parcheggio loro riservato a Montecitorio. Centinaia di storni, infatti, si erano innamorati dei tre alberelli che garantivano ombra in quel parcheggio in piazza del Parlamento. Fu acquistato allora una sorta di «scudo anti guano» per gli onorevoli: un ripetitore acustico che diffondeva all’imbrunire i versi di falchi pellegrini all’attacco e le grida strazianti delle loro vittime. Gli storni si spostarono in piazza Venezia, attaccando le auto dei cittadini invece di quelle dei deputati.

La panchina dei deputati dopo l’episodio horror del 2017 con il piccione ucciso da un gabbiano

La seconda emergenza uccelli nel cortile di Montecitorio e quella scena da film horror

L’emergenza uccelli però si è ripresentata a Montecitorio qualche anno dopo, nel 2017, con i gabbiani che allegramente atterravano nel cortile dei deputati a fianco del Transatlantico. Qualcuno fu anche aggressivo con alcuni onorevoli, e fu di nuovo emergenza. Anche questa volta vi mise riparo la Boldrini, che fece proteggere le pause dei deputati da sottili fili di acciaio tesi sopra il cortile della Camera: nessun gabbiano o altro tipo di uccello avrebbe più potuto turbare le passeggiate dei parlamentari. La prima settimana però a turbare gli onorevoli fu ancora una volta un gabbiano, che assalì in volo un piccione ferendolo a morte, e decapitandolo. Il corpo del poveretto atterrò sulla rete di acciaio e il sangue gocciolò nel cortile macchiando anche le panchine su cui si sedevano i deputati. Una scena da film dell’orrore che la Meloni non vorrebbe più rivivere nel palazzo limitrofo del governo.

Foto copertina: Giorgia Meloni a caccia di gabbiani e piccioni a palazzo Chigi, rielaborata con l’AI