Charlie Hebdo, la copertina su «Free Palestine» e i furti durante i disordini in piazza è generata dall’AI
Circola una falsa copertina di Charlie Hebdo che mette a confronto una manifestante con il pugno alzato che grida «Free Palestine!» e un uomo incappucciato carico di scatole Nike, Gucci e Balenciaga, che risponde con «Free iPhone! Free Sneakers! Free Wi-fi! Free Big Mac! Free Balenciaga! Free Gucci! Free Air Max!». Come in passato, soprattutto da parte della propaganda russa contro l’Ucraina e in particolare contro Zelensky, si tratta di una falsa copertina, generata con l’Intelligenza Artificiale con diversi errori, che il settimanale satirico francese non ha mai pubblicato.
La copertina e come viene condivisa sui social
L’immagine, come altre false in passato, imita la prima pagina del settimanale, con la testata «Charlie Hebdo» in alto e l’indicazione «N° 1691 – 7 novembre 2026». In una delle condivisioni, l’utente suggerisce che Charlie Hebdo abbia «capito» quanto accaduto durante i recenti disordini in Francia e Italia.

Altri, invece, domandano se i «sinistri» non useranno più lo slogan «Je suis Charlie».

La copertina non esiste nell’archivio ufficiale di Charlie Hebdo
Come nelle verifiche passate, il primo controllo da effettuare è quello di guardare nell’archivio delle copertine pubblicate dalla rivista, dove risulta di fatto assente.

Lo stesso passaggio era bastato a smascherare altri falsi attribuiti al settimanale, come la falsa copertina su Zelensky e Papa Francesco circolata ad aprile 2025 o quella sul generale ucraino Syrsky. In questo caso, ci sono degli errori evidenti che dimostrano la falsità dell’immagine.
Il numero 1691 e la generazione con l’AI
Attualmente, il numero 1787 del 21 ottobre 2026 è l’ultimo uscito. Nella falsa copertina viene indicato il numero 1691, che in realtà risulta pubblicato mercoledì 18 dicembre 2024.

Un errore grossolano da parte dell’autore del falso che, in questo caso, è l’Intelligenza Artificiale di OpenAI, come riscontrato dal proprio tool di verifica.

Non torna nemmeno la data stampata sulla pubblicazione, ovvero il 7 novembre 2026. Si tratta infatti di un sabato, mentre il settimanale esce di mercoledì, lo stesso tipo di incongruenza riscontrato nel caso della finta copertina su Zelensky, Macron e Merz del 2025.

