«Ti prendi malattia per imbiancare casa? No problem». Bufera sul dg di Cotral Enrico Dolfi
«Hai finito le ferie e ti servono due giorni di malattia perché devi imbiancare la camera del bambino? Non c’è problema, sono assenze che posso giustificare». Lo dice Enrico Dolfi, direttore generale dell’azienda dei trasporti laziale Cotral, in un video girato la scorsa estate durante una cena con i macchinisti della Roma-Viterbo e intercettato da Repubblica. Il problema, dice il manager ai lavoratori, sono solo le malattie improvvise, insomma «chi si sente male e lo comunica mezz’ora prima del turno». Dolfi è stato nominato a febbraio 2025 alla direzione generale di Cotral, una delle più importanti partecipate della Regione Lazio, come dirigente in quota Fratelli d’Italia, ricorda Repubblica. Stupisce però il suo approccio a uno dei problemi più gravosi per il sistema dei trasporti pubblici romano, il tasso di assenteismo vicino al 25%. Gli stessi conducenti appaiono increduli: «Ma da quando l’azienda ha smesso di volere male ai lavoratori? Cos’è successo?», gli chiedono. E Dolfi: «Non siamo uguali, non perché gli altri fossero peggio, noi abbiamo un’altra visione industriale».
La richiesta di dimissioni e la replica di Dolfi
Dopo la pubblicazione del video le opposizioni di centrosinistra vanno all’attacco chiedendo le dimissioni del manager «scelto da FdI». Lui si difende dicendo che le sue parole sarebbero state «decontestualizzate» e che l’intenzione sarebbe stata opposta a quella che emerge dal ritaglio del video. «Nel mio discorso davanti a un gruppo di dipendenti ho inteso spronarli, con un esempio paradossale, a non mettere in atto comportamenti scorretti verso l’azienda e verso i colleghi, come l’abuso dei permessi o delle assenze. Mi scuso se le mie parole non sono state abbastanza precise da veicolare correttamente il significato. La lotta all’assenteismo è uno dei nostri principali obiettivi», assicura Dolfi. ha detto il dirigente alla guida di Cotral dal febbraio 2025. «Meloni e Rocca non possono far finta di niente», attacca Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente commissione trasporti della Camera.

