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L’Italia al primo posto per il mantra «le faremo sapere»: il 48% dei candidati fugge se non viene comunicato chiaramente lo stipendio

03 Novembre 2026 - 15:29 Michela De Marchi Giusto
Stipendio chiari attraggono i candidati
Il sondaggio de ilCVperfetto ha coinvolto mille lavoratori tra Italia, Germania, Spagna e Francia. Il 77% degli intervistati si dice più propenso a candidarsi quando l'annuncio indica la fascia retributiva
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Si invia la candidatura per un posto di lavoro, si supera il primo colloquio, magari anche il secondo, e solo alla fine si scopre quanto è davvero la retribuzione offerta. Se la cifra non corrisponde alle aspettative, il candidato può rifiutare la proposta una volta arrivato allo step conclusivo. Sempre più lavoratori, però, decidono di non arrivare fin lì. Secondo un sondaggio realizzato da Pollfish per conto de ilCVperfetto, su mille persone in quattro Paesi europei (Italia, Germania, Spagna e Francia), il 43% dei lavoratori ha già abbandonato un processo di selezione o rifiutato un’offerta perché lo stipendio è stato comunicato troppo tardi. I dati italiani sono i più alti: un professionista su tre (30%) scopre la busta paga prevista solo nelle fasi finali della selezione, contro il 24% complessivo, e il 48% fugge di fronte a scarsa chiarezza economica, cinque punti sopra la media complessiva.

Quanto è importante conoscere lo stipendio durante le selezioni

L’analisi mira a comprendere quanto sia importante conoscere lo stipendio nella ricerca di lavoro e quali informazioni sulla retribuzione i candidati si aspettino di ricevere durante il processo di selezione. Innanzitutto, l’effetto della trasparenza si fa sentire già prima dell’invio del curriculum. Il 77% degli intervistati si dice più propenso a candidarsi quando l’annuncio indica la fascia retributiva: il 53% è «molto più propenso», il 24% «un po’ di più». C’è poi un 13% che scarta a priori le offerte prive di questa informazione, mentre solo il 10% ritiene che incida «poco o per nulla sulla propria scelta». Per la grande maggioranza dei lavoratori, quindi, l’assenza della cifra non è un dettaglio, ma un motivo sufficiente per guardare altrove. «Affrontare la questione dello stipendio fin dall’inizio permette a entrambe le parti di capire se un’opportunità corrisponde alle rispettive aspettative, prima di investire tempo nel processo di selezione» spiega Jasmine Escalera, esperta di carriera de ilCVperfetto.

Il record italiano

Il problema non riguarda solo il momento della candidatura. Tra chi ha partecipato al sondaggio, il 43% ha lasciato un processo di selezione o rifiutato un’offerta perché lo stipendio è stato comunicato troppo tardi. E di questi il 18% anche «più di una volta». Un altro 41% «non lo ha ancora fatto, ma prenderebbe in considerazione questa possibilità». Solo il 16% dichiara che «proseguirebbe comunque le selezioni». I candidati italiani sembrano i meno disposti ad attendere: il 48% degli intervistati italiani afferma di aver «già rinunciato a un’opportunità di lavoro perché le informazioni sulla retribuzione sono arrivate troppo tardi», contro un 43% del campione complessivo. Inoltre, quasi il 30% di loro dice di aver ricevuto informazioni sulla retribuzione soltanto nelle fasi avanzate della selezione, contro il 24% del campione complessivo.

Perché anche le informazioni vaghe incidono sulla scelta

Stando al sondaggio, la chiarezza sullo stipendio è un elemento importante sia per i candidati sia per le aziende, che diventano più credibili per l’89% degli intervistati. Ma comunicare la retribuzione può non bastare se le informazioni fornite sono vaghe o poco precise. L’87% delle persone che hanno partecipato all’analisi ha vissuto almeno una volta una situazione di scarsa chiarezza sullo stipendio. Tra le esperienze più comuni ilCvperfetto segnala: il 40% ha trovato annunci con formule generiche come «stipendio competitivo» senza alcuna cifra; il 31% si è sentito chiedere le proprie aspettative salariali prima che l’azienda indicasse la fascia prevista; il 24% ha visto fasce retributive così ampie da risultare inutili. E ancora il 24% ha ricevuto indicazioni sullo stipendio solo a selezione ormai avanzata; il 18% ha ricevuto un’offerta economica inferiore alla fascia indicata nell’annuncio; l’11% ha trovato cifre poco realistiche rispetto al ruolo.

L’importanza della trasparenza sulle retribuzioni

Il sondaggio arriva mentre gli Stati membri dell’Unione europea si adeguano alle nuove norme sulla trasparenza retributiva, che puntano a rendere più chiare e verificabili le informazioni sugli stipendi e a ridurre le disparità. I risultati suggeriscono che, al di là dell’obbligo, indicare la retribuzione fin dall’inizio può diventare anche una leva per attrarre e trattenere i candidati. Secondo ilCvperfetto «per chi cerca lavoro, conoscere la retribuzione può fare la differenza in diverse fasi del percorso: dalla decisione di candidarsi alla scelta di proseguire la selezione, fino alla valutazione dell’azienda e del potenziale datore di lavoro».

Foto di copertina di Mina Rad su Unsplash

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