L’Iran festeggia la vittoria Dem alle Midterm: «Gli americani dicono no alla guerra, Trump esegua»
«Che sia per coscienza o per il costo della vita, gli americani hanno detto NO ALLA GUERRA, e noi sosteniamo questo messaggio». Lo scrive su X il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore con gli Usa Mohammad Bagher Ghalibaf commentando la batosta ricevuta da Donald Trump alle Midterm. «Se il governo Usa tradirà la sua opinione pubblica per servire i padroni internazionali e i ricattatori scoprirà che il nostro NO si accompagnerà a un incubo», aggiunge minaccioso Ghalibaf. Il messaggio del capo negoziatore arriva all’indomani delle elezioni Usa, ma pure nel pieno di nuove trattative indirette tra Usa e Iran, con la spada di Damocle sempre incombente di una possibile ripresa delle operazioni militari americane (e israeliane). Proprio oggi, ironia della sorte, l’Iran celebra a modo suo l’anniversario dell’assalto all’ambasciata Usa di Teheran del 1979: migliaia di persone sfilano verso l’edificio al grido di slogan come «Abbasso gli Stati Uniti», «Abbasso Israele» e «Palestina libera», in quella che viene indicata dal regime come “Giornata nazionale della lotta contro l’arroganza globale”.
La reazione della Cina
Ben più prudente la reazione ufficiale della Cina al voto Usa. Nel briefing con la stampa, il portavoce del Ministero degli Esteri Mao Ning ha definito le elezioni di metà mandato «una questione interna agli Stati Uniti». Pechino, ha sottolineato, è «pronta a continuare a lavorare con gli Usa per sostenere e attuare l’importante consenso raggiunto dai due capi di Stato (Trump e Xi Jinping, ndr), rafforzare la comunicazione, gestire adeguatamente le divergenze, ampliare la cooperazione e costruire una relazione sino-statunitense costruttiva e strategicamente stabile, basata sui principi di rispetto, equità e reciprocità». Il portavoce ha anche riconfermato i preparativi in corso per un incontro tra Xi, Trump e Putin: «La Cina è in contatto con le parti interessate in merito a un incontro tra i capi di Stato cinese, russo e statunitense», ha detto Mao Ning rispondendo a una domanda sulla possibilità di un vertice tra i tre leader a margine del summit Apec in programma in Cina a metà novembre.
In copertina: Donne iraniane passano davanti a un cartellone con minacce di morte a Donald Trump – Teheran, 3 novembre 2026 (Ansa/Epa – Abedin Taherkenareh)

