Canva licenzia un dipendente su cinque: ecco cosa ricevono i 1.271 lavoratori che escono e come cambia l’azienda
Sei mesi di stipendio, la possibilità di portare a casa il MacBook aziendale e 10mila dollari per mettersi in proprio. È il congedo che Canva riserva a 1.271 persone, il 22% della forza lavoro, in quello che la ceo e cofondatrice Melanie Perkins chiama «il momento più difficile» in tredici anni di storia. Il licenziamento è stato annunciato da Perkins con una mail interna ai «Canvanauti», come l’azienda chiama i suoi dipendenti, in cui si è detta «profondamente dispiaciuta per il dolore e il disorientamento» che causerà. La ceo ha promesso di spiegare con la massima trasparenza le ragioni della scelta e di sostenere chi ne sarà colpito.
Quali sono le misure per chi esce
Per chi lascia l’azienda è prevista una liquidazione di almeno sei mesi di stipendio base, a prescindere dal paese d’impiego e dalle norme locali. Canva ha eliminato il one-year vesting cliff, ovvero la clausola di permanenza minima di un anno per le opzioni azionarie maturate dai neoassunti. Tra i benefit anche un anno di LinkedIn Premium e la possibilità di tenere il MacBook aziendale. Canva ha inoltre creato il Canva Collective Fund, che erogherà contributi a fondo perduto da 10mila dollari ciascuno agli ex dipendenti che vogliono avviare una propria impresa, senza chiedere quote societarie.
Come sarà riorganizzata l’azienda
Le divisioni Product, Growth e Platform saranno unificate in un’unica struttura di prodotto, per ridurre i passaggi tra i team. Verranno eliminati i ruoli molto specializzati e ridotti i livelli intermedi di management. Sydney diventerà l’hub principale e lì saranno trasferiti diversi team di sviluppo. Dal prossimo gennaio, chi resterà con un contratto ibrido dovrà essere in ufficio due o tre giorni a settimana.
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Perché Canva ha tagliato il personale
Il taglio interrompe una lunga fase di espansione. Canva ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita dei ricavi per il 2026, dal 30% al 20% su base annua, dopo aver chiuso il 2025 con vendite nette per 3,5 miliardi di dollari. Nonostante una valutazione tra i 40 e i 42 miliardi, la crescita ha rallentato per la prima volta. A pesare, secondo quanto emerge, sono la concorrenza delle aziende nate nell’intelligenza artificiale e il calo dei tassi di conversione degli utenti verso i piani a pagamento.

