TikTok sotto accusa in Ue, arriva il primo verdetto sul feed. Cos’è l’effetto “rabbit hole”e perché danneggia la salute mentale
È la rabbit hole di TikTok, ovvero una tana del coniglio in cui finiscono gli utenti che guardano i video consigliati. Ma per la Commissione europea è una possibile violazione della legge sui servizi digitali (Dsa). Nelle conclusioni preliminari, Bruxelles contesta alla piattaforma il funzionamento del feed Per te, che può esporre gli utenti a una sequenza continua e ripetitiva di contenuti con effetti potenzialmente negativi sul benessere psicologico di minori e adulti vulnerabili. Questo perché in molti casi il tema dei video riguarda la salute mentale e l’immagine del corpo. Le conclusioni preliminari riguardano la valutazione dei rischi e le misure per mitigarli: se saranno confermate, la multa può arrivare al 6% del fatturato annuo mondiale della piattaforma.
Cosa contesta Bruxelles a TikTok
Secondo la Commissione, il meccanismo alla base di TikTok è semplice, ma dannoso. Il sistema di raccomandazione è personalizzato e si basa sulle interazioni, come visualizzazioni e like, portando l’utente a entrare in un “labirinto di contenuti”. Per esempio, se qualcuno guarda ripetutamente video sulla perdita di peso, l’algoritmo lo legge come un segnale di interesse e ne propone altri simili. Per Bruxelles si tratta di una ripetizione che potrebbe aumentare tristezza, ansia, insoddisfazione per il proprio corpo e calo dell’autostima. E con il tempo si arriverebbe a conseguenze peggiori, aggravando disturbi alimentari o condizioni di salute mentale preesistenti. Un alto funzionario precisa che l’indagine non riguarda la legalità dei singoli video, ma «la concentrazione e la ripetizione». Anche contenuti legali e conformi alle regole della piattaforma possono diventare dannosi se proposti in sequenza e con insistenza.
Perché le misure introdotte dall’app non bastano
Sul lato della mitigazione, secondo la Commissione le misure introdotte da TikTok non sarebbero abbastanza efficaci. Gli strumenti per diversificare i contenuti non ridurrebbero a sufficienza la frequenza dei video simili, i controlli degli utenti non permetterebbero di gestire bene il proprio feed e persino il pulsante Non mi interessa potrebbe non bastare a cambiare le raccomandazioni.
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Su cosa si basa l’indagine
L’indagine fa parte del procedimento formale avviato per verificare la conformità al Dsa, nel cui ambito Bruxelles ha già adottato conclusioni preliminari su design che crea dipendenza (febbraio 2026), tutela dei minori (luglio 2026) e accesso ai dati per i ricercatori (ottobre 2025). Il capitolo sulla trasparenza pubblicitaria, invece, si è chiuso a dicembre 2025 con impegni vincolanti. Ora il nodo dell’indagine è il peso del tempo di visualizzazione, che avrebbe la priorità sulle preferenze esplicite degli utenti. «Ogni volta che un utente scorre o mette ‘mi piace’ a un video, l’algoritmo propone altri contenuti simili, conducendo gli utenti in una spirale dalla quale non riescono a uscire facilmente» spiega la vice presidente Henna Virkkunen, secondo cui il Dsa attribuisce alle piattaforme la responsabilità di affrontare gli effetti negativi dei sistemi di raccomandazione.
Cosa chiede Bruxelles alla piattaforma
La Commissione chiede a TikTok di intervenire sul design del feed: più spazio alle preferenze espresse direttamente, disattivazione del tempo di visualizzazione come indicatore, controlli più accessibili ed efficaci e test regolari dell’algoritmo. Bruxelles la presenta come la prima azione di enforcement al mondo contro questo rischio. Un alto funzionario precisa che l’indagine non riguarda la legalità dei singoli video, ma «la concentrazione e la ripetizione». Anche contenuti legali e conformi alle regole della piattaforma possono diventare dannosi se proposti in sequenza e con insistenza.
Come ha risposto TikTok
Secondo un portavoce di TikTok, «la Commissione ha rilasciato una serie di dichiarazioni che sono sostanzialmente inesatte e travisano l’architettura della nostra piattaforma e il nostro impegno per la sicurezza degli utenti». Inoltre, precisa che l’app ha «un solido track record nella tutela della nostra community, garantendo al contempo agli utenti un controllo diretto e intuitivo sulla loro esperienza di fruizione dei contenuti».La piattaforma potrà esaminare gli atti e presentare osservazioni scritte, ma se le conclusioni preliminari saranno confermate, TikTok potrebbe dover pagare una multa fino al 6% del fatturato annuo mondiale.

