Roma, 40 milioni del Pnrr per i nuovi boschi, ma gli alberi sono già secchi: «Il 95% è da sostituire»
Dove dovevano crescere nuovi boschi, sono rimaste distese di alberelli secchi. Pini ormai marroni, piantine piegate sul terreno, altre soffocate dalle erbacce. E degli impianti di irrigazione, almeno nelle aree visitate, non c’è traccia. È quello che ha trovato Filippo Roma, inviato delle Iene, durante un sopralluogo nei terreni interessati dal progetto di riforestazione della Città metropolitana di Roma. Un programma finanziato con circa 40 milioni di euro del Pnrr, che prevedeva la creazione di 65 nuove aree boschive e la messa a dimora di 933mila alberi e arbusti. Tra gli interventi più importanti c’è quello della tenuta presidenziale di Castelporziano, inaugurato il 22 maggio 2025 alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del sindaco Roberto Gualtieri. Il progetto prevedeva 337mila nuove piante su 337 ettari di terreno.
Gli alberi secchi a Castelporziano e l’irrigazione che manca
Durante il sopralluogo, l’inviato Filippo Roma e Lorenzo Di Paola, il cittadino che ha segnalato il caso alla trasmissione, trovano decine di piccoli pini completamente secchi. Soltanto pochi esemplari, tra quelli osservati, sembrano essere sopravvissuti. Per valutare le condizioni delle piantumazioni, le Iene si rivolgono all’agronomo Daniele Zanzi. Il giudizio dell’esperto è netto: «A Castelporziano vediamo veramente una moria molto forte di quasi tutte le piante». Secondo la sua valutazione, nell’area esaminata bisognerebbe sostituire il 95% degli esemplari. E intervenire anche sulle condizioni del terreno e sulla disponibilità d’acqua, ricorrendo a sistemi in grado di trattenere l’umidità e contrastare gli effetti della siccità.
Gli appalti milionari e le risposte dell’imprenditore: «È colpa del caldo»
Chi doveva occuparsi delle piantumazioni e della loro manutenzione? Secondo la ricostruzione delle Iene, Antonio Marrone e suo figlio, attraverso due società, si sarebbero aggiudicati appalti per circa sette milioni di euro nell’ambito del programma di riforestazione. Raggiunto dall’inviato, l’imprenditore sostiene inizialmente che i lavori stiano procedendo regolarmente. Quando Filippo Roma gli mostra le immagini delle piante morte, riconosce però la necessità di intervenire nuovamente: «Devono essere ripiantate un’altra volta, le sostituiamo un’altra volta». Marrone respinge le responsabilità, attribuendo la morte degli alberelli alle condizioni meteorologiche e al caldo. Sull’assenza degli impianti di irrigazione non fornisce spiegazioni precise. Dice di non seguire personalmente i cantieri, dei quali si occuperebbe il figlio. Stessa situazione a Fiumicino, dove il progetto comprendeva la piantumazione di migliaia di alberi e arbusti, le telecamere mostrano piante secche, vegetazione infestante e cumuli di calcinacci. Le erbacce, osserva l’agronomo Zanzi, sottraggono acqua alle giovani piante, rendendo ancora più difficile la loro sopravvivenza.
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Le piantine morte ad Acque Rosse e la diffida alla ditta
Un’altra tappa del servizio è la località Acque Rosse, a Ostia. Anche qui le associazioni ambientaliste avevano denunciato per oltre un anno la morte di numerose piantine. Dopo le segnalazioni e una diffida all’impresa incaricata, l’area è stata nuovamente piantata. Ma secondo l’agronomo le condizioni del terreno continuano a essere inadeguate: tra le giovani piante si trovano ancora sassi, mattoni e detriti edilizi. E manca un sistema di irrigazione. «Questa pianta morirà all’infinito se non si cambiano le condizioni di piantare», avverte Zanzi.
La risposta di Gualtieri: «Le piante saranno sostituite a spese delle ditte»
Interpellato dalle Iene, il sindaco Roberto Gualtieri ammette che non tutte le piantumazioni sono andate a buon fine. Ma ridimensiona il problema: «Nella maggior parte dei casi sta andando molto bene». Su 65 boschi realizzati, sostiene, soltanto «due o tre si sono seccati perché la ditta, che è sempre la stessa, non li ha innaffiati». Il Comune, spiega, ha già diffidato l’impresa e chiesto di sostituire le piante morte «non a spese nostre, ma a spese delle ditte».

