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Sinner e la scelta di Magnus Norman, perché ha accettato: «Jannik è già tra i migliori, ma di lui mi entusiasma altro»

07 Novembre 2026 - 08:38 Giulia Norvegno
Magnus Norman e Jannik Sinner
Le prime parole dello svedese ex numero 2 al mondo del tennis. I ringraziamenti per Darren Cahil e la spiegazione su che cosa lo ha colpito del campione azzurro
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Il messaggio con cui Magnus Norman spiega la scelta è comparso sul profilo Instagram della sua accademia, la Good to Great, come riporta il Corriere dello Sport. Lo svedese, citato anche da Il Fatto Quotidiano, mette al primo posto la personalità e la mentalità di Jannik Sinner: è già «uno dei migliori giocatori al mondo», ma a entusiasmarlo di più è che sia «ancora giovane, molto umile e incredibilmente desideroso di imparare e migliorarsi», nonostante quanto ha già ottenuto. Norman dice di nutrire «un enorme rispetto» per il lavoro di Darren Cahill e del resto della squadra e di sentirsi «privilegiato» ad aver l’occasione di proseguire su quella strada. Come ricorda l’Adnkronos, la stima è nata prima dell’offerta. Nel 2024, quando allenava ancora Stan Wawrinka, vide Sinner in campo con lo svizzero e raccontò al podcast di Tennis Channel che è «incredibile come si muove, come copre il campo». A un certo punto dell’allenamento, ricordò, «io e Stan ci siamo guardati e abbiamo sorriso», perché Wawrinka stava giocando bene ma «non riusciva a vincere un punto».

Come cambia lo staff di Sinner dopo l’addio a Cahill

Norman prende il posto dell’australiano Cahill, che i tifosi chiamano affettuosamente «papà», e affianca Simone Vagnozzi, che resta nel gruppo di lavoro. Entrerà nel team da dicembre. La collaborazione con Cahill era cominciata nel 2022 e ha accompagnato Sinner fino al numero uno del mondo e a cinque titoli del Grande Slam. Quel 2022 conta anche per Norman. Era già stato vicinissimo a Jannik, poi era arrivato Cahill. Il corteggiamento iniziato in quel periodo, quando Sinner, lasciato Piatti, scelse Vagnozzi. Ora lo svedese lo seguirà nella caccia al numero uno dopo il lungo infortunio, e Sinner spera di ritrovare con lui la stessa alchimia avuta con l’australiano.

Chi è Magnus Norman, ex numero 2 del mondo

Svedese, cinquantenne, Norman è stato numero 2 del ranking nel 2000. Secondo la Repubblica ha vinto 12 titoli Atp, ha giocato una finale al Roland Garros e una semifinale agli Australian Open, e ha portato a casa la Coppa Davis del 1998, battendo l’Italia in finale a Milano. C’è stata poi la vittoria agli Internazionali di Roma nel 2000, con gli azzurri capitanati da Paolo Bertolucci.

Che tipo di allenatore è Norman

Da allenatore viene descritto come discreto, umile, sensibile e pragmatico, molto attento ai dettagli, dalla preparazione atletica all’analisi tattica. Ha cominciato nel 2008, seguendo il connazionale Thomas Johansson negli ultimi mesi di carriera. Con Robin Soderling ha lavorato per due anni: lo ha portato al numero 4, a due finali al Roland Garros e al successo nel Masters 1000 di Parigi-Bercy, poi alcune divergenze sulla gestione tra vita di squadra e vita privata li hanno separati a fine 2010. Insieme agli ex colleghi Mikael Tillström e Nicklas Kulti ha quindi fondato a Danderyd, vicino Stoccolma, la Good to Great Tennis Academy, la prima accademia di tennis nata in Svezia. Nel 2013 lo ha chiamato Wawrinka: la collaborazione, con alcune pause (2013-2017, 2018-2020 e 2022-2026), ha portato lo svizzero al numero 3 e a tre Slam, Australian Open 2014, Roland Garros 2015 e Us Open 2016.