Che fine faranno i paninari di San Siro? L’incognita sul futuro e la speranza di trovare posto nel nuovo stadio
Che fine faranno i paninari di San Siro una volta che il vecchio Meazza avrà lasciato il posto al nuovo Generali Stadium? Per il momento, nessuno lo sa. Tra le decine di venditori ambulanti che da decenni accompagnano le partite di Milan e Inter, la speranza è di continuare a lavorare anche quando il nuovo impianto sarà pronto. La verità, però, è che di certezze ce ne sono ben poche. Il progetto svelato dai club a fine ottobre prevede decine di punti ristoro all’interno dello stadio, dai fast food ai ristoranti. E il rischio, secondo qualcuno, è che la grande area hospitality finisca per far sparire bancarelle e furgoncini che da decenni affollano la zona attorno alla Scala del calcio e che per molti tifosi rappresentano una tappa irrinunciabile prima di ogni partita, tra birre, hot dog e panini con la salamella.
La scadenza del contratto con i due club e le proteste degli ambulanti
Il primo vero scossone per gli ambulanti che lavorano a San Siro arriva nel 2025, con la scadenza del contratto con M-I Stadio, la società controllata da Milan e Inter che gestisce lo stadio e le aree limitrofe durante partite e concerti. In un primo momento, sembra che i due club vogliano azzerare la presenza degli ambulanti. Questi ultimi, riuniti nel Consorzio Operatori Stadio Milano, rispondono organizzando presidi e manifestazioni in cui chiedono di essere inclusi nel progetto del nuovo stadio e, più in generale, nella trasformazione del quartiere San Siro.
Dopo qualche settimana di tensione (e una mediazione di Comune e prefettura), arriva l’intesa: le postazioni per gli ambulanti passano da 64 a 57, mentre le sette rimanenti vengono occupate dai nuovi punti vendita di merchandising ufficiale di prima fascia di Milan e Inter gestiti direttamente dai club. Qualche problema, però, rimane. Nell’estate del 2026, il Comune di Milano interviene nuovamente sulla questione, questa volta per assegnare venti autorizzazioni temporanee agli operatori con la licenza scaduta e rimasti esclusi dall’ultimo bando. Una soluzione che non risolve la vicenda in modo strutturale, ma fa tirare un sospiro di sollievo a una parte degli operatori, almeno fino al 30 giugno 2027.
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Dai token ai container, come cambia il piazzale di San Siro
La scorsa estate, al Consorzio Operatori Stadio Milano è subentrata Meazza District, il nuovo progetto che riunisce gli ambulanti e che si è aggiudicato la gestione commerciale dell’area esterna allo stadio per i prossimi tre anni. I primi cambiamenti li hanno notati anche i tifosi: da agosto, per comprare un panino o una birra, devono prima procurarsi dei token, gettoni del valore di un euro utilizzabili anche per il merchandising e acquistabili attraverso un’applicazione digitale. La nuova società punta a cambiare anche l’aspetto dei piazzali attorno al Meazza.
Sul sito si annunciano nuovi punti vendita, bagni pubblici e armadietti elettronici dove i tifosi potranno lasciare i propri oggetti. E gli investimenti potrebbero essere consistenti. Alcuni ambulanti parlano di circa 2,8 milioni di euro destinati all’installazione di container per le attività commerciali. Tutto questo mentre si avvicina l’apertura dei cantieri del nuovo stadio, prevista per il 2028. Per chi lavora con District, l’ipotesi è di continuare a vendere panini e birre anche durante i lavori, magari spostando i furgoncini di qualche metro per lasciare spazio agli operai.
Cosa cambierà con la costruzione del Generali Stadium
La partita più delicata, però, si giocherà tra qualche anno. Milan e Inter contano di inaugurare il Generali Stadium nella stagione 2031-2032, appena in tempo per poter ospitare la finale degli Europei. A quel punto, il vecchio Meazza potrà essere demolito e anche i piazzali che oggi ospitano furgoncini e bancarelle cambieranno volto. Il progetto svelato dai club a fine ottobre disegna un’area completamente diversa da quella attuale: negozi, ristoranti, spazi commerciali. Nei rendering del nuovo impianto, però, non c’è ancora una risposta alla domanda che si fanno gli ambulanti: cosa ne sarà dei loro chioschi?
Solo le aree verdi che circonderanno lo stadio, destinate al Comune, occuperanno 80mila metri quadrati. Non è escluso, quindi, che almeno una parte degli ambulanti possa essere spostata lì. Qualcuno, invece, spera di trovare posto dentro il nuovo Generali Stadium. «Potremmo spostarci all’interno», racconta uno dei commercianti, immaginando un futuro in cui il panino con la salamella possa convivere con i ristoranti e i fast food delle nuove aree hospitality. Ed è forse proprio questa la scommessa di District: investire oggi attorno al vecchio Meazza per provare a ritagliarsi un posto nel business del nuovo stadio.

