Così l’esercito britannico recluta i millennial “drogati di selfie”

Per arruolare nuovi cadetti Londra fa leva sui sensi di colpa generazionali. Tra gli epiteti usati per provocare i giovani anche: “zombie da cellulare” e “fiocchi di neve”

Nella recente campagna di reclutamento dell'esercito britannico, costata circa 1.7 milioni di sterline, non mancano i riferimenti ai millenial come "Zombie da cellulare", "Fiocchi di neve" (che si sciolgono facilmente, poco resistenti quindi), "drogati di selfie" e poi ancora, la ripetizione solipsistica del "io, io, io millenial."

 

Le frasi riprendono i cliché e le critiche che vengono spesso rivolte alla generazione Z dei ventenni, in Gran Bretagna come altrove in Europa, tacciati di essere pigri, egocentrici, con poco spirito di sacrificio e di iniziativa. Per alcuni "choosy", o molto difficili. 

 

Sullo sfondo dei manifesti, dietro agli slogan, ritratti di giovani soldati rimandano al manifesto icona della Prima Guerra Mondiale, di Lord Kitchener, allora Ministro per la Guerra, che si rivolgeva a giovani britannici, chiedendogli di arruolarsi a difesa della patria. 

 

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La giustificazione ufficiale del Ministero della Difesa inglese è che i poster non costituiscono un attacco ai millenial. Anzi, hanno come scopo quello di valorizzare le loro qualità. Il riferimento ai selfie non sarebbe altro che un elogio alla forte autostima, l'appellativo "fiocchi di neve" non una critica, ma un complimento per la spiccata emotività. 

 

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La scelta di provocare i millenial è dovuta al fatto che l'esercito britannico fa fatica a reclutare nuovi soldati tra le generazioni più giovani. A gennaio 2018 l'esercito riportava un deficit di circa 5,6% negli arruolamenti, pari a circa 8.700 soldati. Un problema che ha assunto una nuova dimensione in vista dell'imminente uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, sia per quanto riguarda le paure legate al mantenimento dell'ordine pubblico nel dopo-Brexit, sia per quanto riguarda la necessità di definire nuovamente il ruolo del Regno Unito sul palcoscenico mondiale.

 

Non si tratta però di un problema isolato, ma che riguarda diverse economie avanzate in Occidente. Anche gli Stati Uniti per esempio non sono riusciti a centrare i propri obbiettivi di reclutamento dello scorso anno. Secondo il New York Times, a settembre 2018 mancavano circa 6.000 nuove reclute par giungere alla quota auspicata di 76.500. Non avveniva da 13 anni, ovvero dai tempi della Guerra in Iraq.

Tra i Paesi dell'Unione europea, la Gran Bretagna (ormai ex) è l'unico a reclutare giovani dall'età di 16 anni, età limite per la scuola obbligatoria, ma in cui, per esempio, non è permesso guidare un automobile. In passato l'esercito era stato già criticato per aver tentato di reclutare adolescenti nei giorni in cui venivano pubblicati i risultati degli esami GCSE, una sorta di esame di pre-maturità. Per farlo avevano comprato spazi pubblicitari sui social media in cui venivano utilizzavate frasi consolatorie per catturare l'attenzione di chi non aveva ottenuto i risultati sperati, scoraggiando gli adolescenti dal continuare negli studi e incoraggiandoli invece a dedicarsi al servizio militare facendo leva quindi sui sensi di colpa personali anziché generazionali.