Vertice Nato ad Ankara, Trump: «Meloni mi piace ma non c’è stata per noi. Anche Germania, Francia e Gb ci hanno voltato le spalle» – La diretta

Una raffica di accordi e annunci, per un valore potenziale di decine di miliardi di euro. È questo l’obiettivo del Forum dell’Industria della Difesa, che si apre oggi ad Ankara e dà il via al vertice Nato. All’arrivo in Turchia, Donald Trump ha attaccato duramente gli Alleati, accusando Italia, Francia, Inghilterra e Germania di aver voltato le spalle agli Stati Uniti. Nel mirino anche Giorgia Meloni, bersaglio da settimane delle sue critiche. «Meloni mi piace, ma non c’è stata per noi», ha dichiarato durante il bilaterale con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan.
Intanto, il segretario della Nato Mark Rutte ha presentato i dati aggiornati sulle spese per la difesa sostenute dai Paesi dell’Alleanza e ha anticipato alcune delle iniziative che saranno annunciate nel corso del vertice. Tra queste figurano nuovi progetti nei settori dell’aviotrasporto strategico, della sorveglianza terrestre, dei materiali critici per la difesa, dei droni e del programma per la sostituzione della flotta Awacs della Nato. Nel corso della giornata è previsto anche un confronto con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dedicato alla crescente cooperazione tra Unione europea e Nato nel rafforzamento dell’industria della difesa. Tutti gli aggiornamenti.
Trump: «Groenlandia dovrebbe essere controllata dagli Usa»
Trump: «Meloni mi piace, ma non c'è stata per noi»
Giorgia Meloni «mi piace, è una brava persona ma non c’è stata per noi» sull’Iran. Lo ha detto Trump nel corso del bilaterale con Erdogan. Sulla riduzione delle truppe Usa in Europa, il presidente Usa ha dichiarato: «Vedremo. Sono molto deluso dalla Nato».
Merz: «Costruiamo una Nato più europea perché resti transatlantica»
«Spero che si possa risvegliare uno spirito di Ankara al vertice». Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz prima della partenza per il summit della Nato in Turchia.
Secondo Merz, dal vertice dovrà arrivare un messaggio chiaro di «costruire una Nato più europea, in modo che possa restare transatlantica». Il cancelliere tedesco ha sottolineato così la necessità di rafforzare il contributo europeo all’interno dell’Alleanza mantenendo il legame strategico con gli Stati Uniti.
Trump arrivato ad Ankara, Erdogan lo accoglie all'aeroporto
Il presidente statunitense Donald Trump è arrivato ad Ankara per partecipare al vertice della Nato. Ad accoglierlo personalmente all’aeroporto è stato il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato turca Trt.
A margine del summit dell’Alleanza è previsto un incontro bilaterale tra i due leader alle 15 locali (le 14 in Italia).
Rutte: «Trump aveva ragione sulla Nato, sta facendo un ottimo lavoro»
Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha elogiato Donald Trump in un’intervista al podcast The Conversation with Dasha Burns, rilanciata da Politico. «Mi piace semplicemente quell’uomo. Penso che ciò che sta facendo per la Nato sia un’ottima notizia», ha dichiarato.
Rutte ha definito quello di Ankara un vertice rivoluzionario, sostenendo che porterà nuovi investimenti miliardari nei programmi di difesa della Nato. L’obiettivo, ha spiegato, è costruire uno spazio che non dipenda eccessivamente dagli Stati Uniti, con un’Europa e un Canada chiamati ad assumere un ruolo sempre più centrale.
Rutte: «Nel 2027 la Nato produrrà quattro milioni di proiettili l'anno»
«Secondo le nostre proiezioni, entro il prossimo anno l’alleanza avrà la capacità di produrre circa quattro milioni di proiettili di artiglieria all’anno, quasi il doppio rispetto all’anno scorso». Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo al Forum della Difesa di Ankara.
Rutte ha rivendicato i progressi compiuti nel rafforzamento della capacità produttiva dell’industria della difesa, sottolineando che il nuovo spazio produttivo realizzato equivale a una superficie di oltre duemila campi da calcio. «Stiamo andando nella direzione giusta, ma la partita è tutt’altro che finita. Dobbiamo fare di più, più in fretta e insieme. Non possiamo permetterci di perdere tempo», ha affermato.
Zelensky arriva ad Ankara: «Con l'Ucraina nella Nato l'Alleanza sarebbe più sicura»
Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato ad Ankara per partecipare al vertice della Nato. Questa sera sarà ospite della cena ufficiale dei leader al compound presidenziale di Beştepe, nella capitale turca.
Intervenendo al forum della difesa della Nato, Zelensky ha rivendicato le capacità sviluppate dall’Ucraina nel contrasto ai droni. «Nessun altro Paese al mondo ha le nostre capacità di difendersi dai droni d’attacco, come gli Shahed russi. Arriviamo a oltre il 90% delle intercettazioni», ha spiegato. Per il presidente ucraino, «con noi dentro la Nato l’Alleanza sarebbe più sicura».
Nato, nuovi sistemi di sorveglianza e difesa anti-drone: investimenti per oltre 90 miliardi
Al forum dell’industria della difesa di Ankara gli alleati della Nato stanno siglando contratti per un valore complessivo di oltre 50 miliardi di dollari. La cifra, secondo le prime fonti, comprende appalti sia multinazionali sia nazionali e non include l’iniziativa dedicata ai sistemi di difesa contro i droni, che si aggiunge al pacchetto.
Tra gli annunci figura il rafforzamento delle capacità di intelligence e sorveglianza della Nato, con l’acquisto congiunto di dieci velivoli GlobalEye prodotti dalla svedese Saab, sostenuto da undici Paesi membri, e di un massimo di cinque droni MQ-4C Triton di Northrop Grumman, acquistati da Danimarca, Finlandia, Germania e Norvegia.
Sul fronte della minaccia dei droni, i Paesi della Nato hanno annunciato investimenti per oltre 40 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni nelle capacità di difesa anti-drone. L’organizzazione punta inoltre ad aumentare di cinque volte il numero degli operatori di droni entro la fine del 2027.
Mariani (Leonardo): «Il 5% è un obiettivo realistico, ma serve una crescita graduale»
«L’obiettivo del 5% (del Pdl) è realistico, ma è fondamentale modularlo nel tempo, perché non tutti i Paesi sono in grado di raggiungerlo con le tempistiche inizialmente immaginate dagli Stati Uniti». Lo ha dichiarato l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, a margine del forum della difesa della Nato.
Secondo Mariani, anche l’Italia è in grado di raggiungere il traguardo, ma «ha bisogno dei suoi tempi» e di un percorso graduale, accompagnato da una comunicazione capace di spiegare ai cittadini «che la sicurezza è alla base del vivere civile e del benessere di un Paese».
L’amministratore delegato di Leonardo ha inoltre indicato come priorità strategiche lo spazio, i droni, la cybersicurezza e le tecnologie dual use, richiamando anche l’accordo con la turca Baykar. «La vera sfida dei prossimi anni sarà costruire alleanze solide», ha aggiunto.
Forum della difesa, focus su industria e nuove partnership
Oltre agli incontri politici, il forum della difesa della Nato è l’occasione per mettere in contatto governi, aziende e decisori politici del settore. Tra i dossier al centro dei lavori figurano uno studio di fattibilità per aumentare in Europa la produzione dei missili AMRAAM dell’americana Raytheon, che coinvolge Belgio, Canada, Finlandia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi e Regno Unito, e una lettera d’intenti per la creazione di un centro di manutenzione dei missili Patriot PAC-3 di Lockheed Martin, con la partecipazione di Germania, Paesi Bassi, Polonia, Svezia e Stati Uniti.
Per l’Italia è presente l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, intervenuto in uno dei panel dedicati al rafforzamento della prontezza dell’Alleanza.

