Trovata morta Anastasiia Berezovska, giallo sull’ucraina ricercata per l’attentato a Montecarlo. La fine della fuga a Kiev: due arresti

Il corpo della donna sospettata di aver preso parte al tentato omicidio dell’imprenditore ucraino Vadym Yermolaiev, colpito da un attacco con ordigno esplosivo a Monaco lo scorso 29 giugno, è stato ritrovato nei pressi di Kiev ieri sera. Lo riporta Ukrainska Pravda, citando fonti delle forze dell’ordine ucraine, secondo cui il cadavere sarebbe stato individuato intorno alle 23 e la donna, identificata come Anastasiia Berezovska, sarebbe morta per colpi d’arma da fuoco.
Chi sono i due arrestati per la morte di Anastasiia Berezovska
Le stesse fonti di Ukrainska Pravda raccontano che la donna aveva lasciato l’Ucraina il 22 marzo 2025, rientrando soltanto il 1° luglio 2026, pochi giorni prima di essere trovata senza vita. Una seconda fonte del giornale, sempre interna alle forze dell’ordine, ha aggiunto che sono state fermate altre due persone legate al caso: un ufficiale in servizio dell’intelligence militare ucraina e un ex agente delle forze dell’ordine.
Berezovska, 39 anni, era sospettata di aver fatto esplodere lo scorso 29 aprile un ordigno a Montecarlo. L’attentato era avvenuto alle 21 ferendo un uomo, una donna e un adolescente. L’obiettivo sarebbe stato proprio l’oligarca ucraina Yermolaiev, colpito assieme alla compagna e al figlio. La persona che aveva piazzato l’ordigno era stata ripresa delle telecamere di sicurezza. Le indagini avevano portato a individuare l’identità di Berezovska. La donna sarebbe prima fuggita in Francia, passando poi per l’Italia e infine in Germania, secondo le indiscrezioni giornalistiche emerse nei giorni successi all’attacco.
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Il procuratore generale del Principato aveva escluso la pista terroristica, aprendo invece un fascicolo per tentato omicidio e collocazione di un ordigno esplosivo in luogo pubblico. Media locali riferivano che gli investigatori non escludevano collegamenti tra l’attentato e i servizi segreti ucraini.
Yermolaiev, originario di Dnipro e fondatore del gruppo industriale e commerciale Alef, era comparso più volte nella classifica dei 100 uomini più ricchi d’Ucraina stilata da Forbes e nel 2019 aveva rinunciato alla cittadinanza ucraina per quella cipriota. Subito dopo l’invasione russa in Ucraina, era scappato in Costa Azzurra assieme ad altri imprenditori ucraini, raccontati dai media ucraini come il «Battaglione Monaco».

