YouTube, dopo lo scandalo pedofilia niente commenti sotto i video con i bambini

di Valerio Berra

L’attenzione verso le immagini di minori sulle grandi piattaforme sta diventando sempre più alta. Il 27 febbraio la «Federal Trade Commission» aveva multato per 5,7 milioni di dollari l’app TikTok per aver raccolto dati su ragazzi minori di 13 anni

Il caso dei contenuti di pedofilia su YouTube ha scosso la piattaforma. Oltre il danno di immagine, diversi brand hanno tolto le loro pubblicità. Mosse che hanno portato il sito di condivisione di video ha delle decisioni mai prese in precedenza. La piattaforma, controllata da Google, ha inviato una lettera a brand e creator in cui comunica che verranno disattivati tutti i commenti sui video che ritraggono bambini.

Le eccezioni, come riporta il sito Adweek, ci sono. Verranno risparmiati i canali che già moderano i commenti sotto ai loro video. La limitazione non dovrebbe essere definitiva ma, per il momento, riguarda decine di milioni di video. L'attenzione ai contenuti che circolano in rete sui bambini è sempre più alta. Solo il 27 febbraio la Federal Trade Commission aveva multato per 5,7 milioni di dollari l'app TikTok, una piattaforma che raccoglie brevi video con 500 milioni di utenti attivi. Il motivo? Permetteva ai minori di 13 anni di pubblicare informazioni private senza il consenso dei genitori.

Il caso pedofilia di YouTube, i commenti sotto ai video delle bambine

Le acque hanno iniziato ad agitarsi il 18 febbraio. Su Reddit, l'utente Mattwatson07 pubblica un video un cui documenta quello che ha scoperto dopo due giorni di ricerche. Nella piattaforma c'è un wormhole, un collegamento che trasporta gli utenti in un'altra dimensione. Watson parte da chiavi di ricerca che sono già ai limiti delle normative di YouTube: cercando ad esempio «Bikini Haul» si trovano video di donne che provano costumi da bagno, non proprio il tipo di contenuto che la piattaforma punta a diffondere.

Da qui si arriva a un circolo di video apparentemente innocui, fino a quando non si leggono i commenti. Bambine che saltano sul tappeto elastico, che corrono in cortile o semplicemente mentre mangiano. I commenti però tolgono tutta l'innocenza a queste immagini. «Sei bellissima», «Ma che meraviglia» o ancora «Fermate il video a 4:29». Su YouTube, quando si lascia in un commento minuti e secondi esatti del video si crea un timestamp: in pratica cliccando questo numero, il video si ferma direttamente al frame indicato. Sotto questi video i timestamp indicano tutti i momenti in cui le bambine, giocando, mostrano più da vicino parti del loro corpo.

Ad aggravare il tutto c'è la monetizzazione. I video delle bambine sono anticipati dalle pubblicità e quindi chi li ha caricati può anche guadagnare per ogni utente che schiaccia il tasto play. I giornali confermano tutto. Anche noi di Open abbiamo fatto le nostre verifiche. Alcune aziende che hanno investito nella pubblicità sulla piattaforma hanno ritirato il loro marchio.

I troll di YouTube e i commenti per far mettere in difficoltà il canale T-Series

Nel mezzo di tutto questo scandalo c'è anche chi sfrutta la situazione per provare a danneggiare altri canali. C'è una sfida in corso da mesi su YouTube, quella fra i canali PewDiePie e T-Series. Il primo è il canale di Felix Arvid Ulf Kjellberg, il gamer di origini svedesi che per anni ha avuto il più alto numero di iscritti, ora sono 87 milioni. L'altro è quello di T-Series, il canale di una label indiana che si occupa di musica e cinema, appena arrivato a oltre 87 milioni.

La sfida fra i due è talmente accesa che esistono utenti che trasmettono in diretta il conteggio degli iscritti. Il giornale The Verge riporta che per cercare di screditare T-Series molti utenti stanno commentando sotto i loro video utilizzando le stesse parole chiave trovate sotto i video che sono finiti nello scandalo pedofilia.