Elezioni in Emilia, tra i partiti c’è il “Movimento Vaccini Vogliamo la Verità”. Ecco il programma

Un movimento politico di nuova formazione, che fa dell’abolizione dell’obbligo vaccinale la propria bandiera, si prepara alle elezioni di novembre in Emilia Romagna. Abbiamo letto diversi punti del loro programma, tutti condivisibili se presi singolarmente, ma preoccupanti nel loro insieme

Si chiama M3V (Movimento Vaccini Vogliamo la Verità) ed è un piccolo movimento che si prepara a concorrere alle elezioni regionali in Emilia Romagna. Il 29 marzo sarà presentato ufficialmente a Bologna. I membri fannodell’abolizione dell’obbligo vaccinale la lorobandiera. Il voto è atteso per il mese di novembre. Nella loro pagina Facebook possiamo leggere che il movimento «vuole abolire l’obbligo vaccinale, assicurare la libertà di parola dei medici, proteggere la potestà genitoriale, promuovere la ricerca indipendente sui vaccini e le cure sui danni da vaccino e tutelare la salute pubblica,svincolandola da sistemi di guadagno economico». Sulloro sitoci sono ipunti fondamentali del loro statuto,

Abolire l’obbligo vaccinale

Non è bello che si sia arrivati a dover stabilire un obbligo vaccinale. Sarebbe stato meglio far capire con la sola divulgazione, ai genitori più dubbiosi, che i vaccini sono del tutto innocui e utili per scongiurare le epidemie e il ritorno di malattie che oggi, proprio grazie ai vaccini, non vediamo più.Oggi persino la Germania comincia a correre ai ripari. Intanto in America l’emergenza sanitaria ha raggiunto New York. Garantire un’immunità di greggeche possa assicurare anche ai bambini immunodepressi di andare a scuola senza rischiare di contrarre malattie – che in caso di complicazioni metterebbero a rischio le lorovite -dovrebbe essere interesse di chi si appresta ad amministrare una regione, o un intero Stato. In che modo il M3V garantirebbe i diritti di un altro bambino immunodepresso come Fabio?

Libertà di parola dei medici

Garantire la libertà di opinione è parte integrante della Costituzione italiana. I medici sono già liberi di esprimersi, fatta eccezione per quelli che subiscono insulti e minacce dai gruppi No Vax nella loro attività di divulgazione sui vaccini. Questo fenomeno lo troviamo anche negli Stati Uniti. La libertà comporta anche delle responsabilità: se la comunità scientifica riconosce che i vaccini sono sicuri, allora chi usa il proprio camicie per divulgare tesi opposte dovrebbe essere radiato dal suo albo professionale, anche per una questione di trasparenza nei confronti di chi lo ascolta.

Come potremmo altrimenti distinguere l’onesto dal disonesto? Ricordiamo ad esempio il caso dell’ex medico Andrew Wakefield, radiato dall’albo dopo la pubblicazione di uno studio-fake, che metteva in collegamento vaccini e autismo. Il M3V come pensa di tutelare i cittadini da chi volesse abusare della professione medica, al solo scopo di vendere una propria medicina alternativa, creata magari per lucrare sulla creduloneria altrui?

Proteggere la potestà genitoriale

Anche la potestà genitoriale è già garantita, fino a quando sono garantiti i diritti dei figli. Se un ragazzo minorenne come Ethan Lindenberg volesse vaccinarsi contro il parere dei genitori, come penserebbe di agire una giunta M3V? Le richieste No Vax, o meglio «Free Vax», prese singolarmente sono tutte condivisibili, anzi ovvie, il problema è che possono significare tutto è niente.

Promuovere la ricerca indipendente sui vaccini

I «ricercatori indipendenti» sono spesso i protagonisti di varie tesi delcomplotto. Cosa significhi “indipendente”, però, non è chiaro.La Scienza è – per sua definizione -interdipendente, perché i dati sperimentali vengono pubblicati in riviste di settore e sottoposti a verifica da parte di altri esperti. Il «ricercatore indipendente» è la definizione dietro cui si adagiano gli autori di studi auto-prodotti o pubblicati su riviste predatorie, che pubblicano qualsiasi cosa dietro pagamento. Che significa, quindi, per M3V promuovere la ricerca indipendente?

Tutelare la salute pubblica svincolandola dal profitto

In Italia e in gran parte dell’Europa la sanità è pubblica. Le «medicine alternative», invece, sono piuttosto costose. Come pensail M3V di svincolare la salute pubblica dal profitto? Come pensano di pagare i ricercatori e le attrezzature per la sperimentazione? Una cosa è certa: vaccinare la popolazione comporta molti meno guadagni di quanti ne avrebbero le case farmaceutiche durante le epidemie, quando il danno ormai è fatto e aumenta la domanda di farmaci e terapie. Si tratta di una pura questione logica: le politiche di prevenzione servono anche a ridurre i costi sanitari.

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