Di Maio sul caso Siri: «Le signore mi dicono di non litigare, ma quando ce vo’, ce vo’»

di Redazione

«Mi fermano tante signore, magari dell’età di mia mamma e mi dicono “mi raccomando, non litigate”». Il leader del Movimento 5 Stelle torna sul tema delle dimissioni del sottosegretario leghista alle Infrastrutture, indagato per corruzione

Il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, nel corso di un comizio a Monterotondo (Roma), ha dichiarato che la lite con la Lega «si poteva risolvere molto prima con le dimissioni di Siri, invece di portare il governo in questa baraonda. Se non si dimette prima andremo in Consiglio dei ministri e probabilmente si voterà, – ha detto, prima di riaffermare il proprio ruolo di forza - il Movimento 5 Stelle ha la maggioranza, e voteremo per la decadenza del sottosegretario. Poi dal giorno dopo non saremo noi a chiedere una crisi di governo».

Dal palco, il vicepremier è tornato più volte sulla questione che ha catalizzato il dibattito politico delle ultime settimane: «Le istituzioni contrastano la corruzione prima di tutto dando l'esempio. Se c'è un sottosegretario coinvolto in un'inchiesta per aver favorito un (im)prenditore a discapito di tutti gli altri, per me dev'essere messo in panchina finché quell'episodio non sarà chiarito. E se in questi giorni abbiamo alzato i toni è perché il governo del cambiamento deve fare meglio di quelli prima, non peggio. Mi fermano tante signore, magari dell'età di mia mamma e mi dicono "mi raccomando, non litigate" e io rispondo "signora, io non voglio litigare, ma quando ce vo', ce vo"».