Berlusconi «sposa» Greta Thunberg: «Lasciamo un pianeta vivibile ai giovani»

A pochi giorni dal voto, il leader di Forza Italia lancia un appello ecologista: «Dobbiamo combattere i mutamenti climatici»

A quattro giorni dalle elezioni europee un nuovo video-messaggio, dopo quello dell’11 maggio scorso. Il protagonista è sempre lui, Silvio Berlusconi; lo stile, quello di sempre. Il leader di Forza Italia appare nel suo studio, con alle spalle le foto dei suoi successi e della sua famiglia. Il tema, stavolta, è differente e inedito: il cambiamento climatico.

«Tra i doveri che abbiamo – dice Berlusconi – ce n’è uno davvero importante: quello di voler consegnare a chi viene dopo di noi un pianeta davvero vivibile». Il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni: col suo discorso l’ex cavaliere prova a vestire i panni di entrambi.

«Come europei – spiega – dobbiamo combattere il degrado ambientale e i mutamenti climatici, dobbiamo puntare su un’economia che rispetti la natura, dobbiamo assumerci la responsabilità delle nostre scelte energetiche».

In passato Berlusconi si è reso spesso portavoce di istanze animaliste, prima facendosi fotografare e riprendere in più occasioni col suo cagnolino Dudù («dormo con 9 cani» ha confessato nel marzo scorso), poi mostrandosi intento ad allattare l’agnellino “Fiocco di Neve”, in occasione della Pasqua del 2017.

ANSA/Silvio Berlusconi, in una foto postata sul profilo facebbok di Michela Vittoria Brambilla, “adotta” cinque agnellini salvandoli dalle tavole pasquali

Gli animali tornano come protagonisti anche in questo discorso:
«Non possiamo tollerare né il crudele trattamento cui sono spesso sottoposti gli animali che vivono con noi e per noi, non possiamo assistere all’estinzione di specie animali e vegetali come se il problema non ci riguardasse».

Infine, la chiamata all’unità: «Un singolo Paese – dice Berlusconi – non può pensare di affrontare da solo questa emergenza ambientale, non ne avrebbe né la forza né gli strumenti. Su questo invece l’Europa può fare molto: deve riordinare le sue competenze, deve applicare meglio le norme che ci sono e approvare politiche nuove».

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